Il capogruppo regionale replica alle polemiche sul bando: «Concessione unica imprescindibile per tutelare lavoro e marchio. Nessuna chiusura all’uso termale, previste premialità per chi investe»
«La priorità assoluta resta la continuità dello stabilimento di imbottigliamento e la salvaguardia dei posti di lavoro di quasi cento famiglie del territorio ternano». È la posizione espressa dal capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Luca Simonetti, intervenuto sul tema del bando per le concessioni delle acque minerali di San Gemini dopo «diverse fake news e informazioni parziali diffuse da alcuni esponenti del centrodestra».
Secondo Simonetti, la linea portata avanti dalla Regione è chiara: la concessione unica rappresenta un elemento imprescindibile proprio per garantire la tenuta dell’attività industriale e dell’occupazione legata allo stabilimento di imbottigliamento.
«Sostenere che ci sia una chiusura verso lo sviluppo termale – afferma – significa non aver letto gli atti o voler alimentare polemiche sterili». Il capogruppo spiega infatti che nel nuovo bando, «per la prima volta nella storia della Regione», è stato inserito l’uso plurimo delle acque, compreso quello termale, come criterio di premialità. In sostanza, chi intenderà investire in questo ambito potrà essere favorito, ma dovrà farlo garantendo al tempo stesso l’integrità dell’asset industriale esistente.
Simonetti respinge inoltre l’ipotesi di uno spacchettamento delle concessioni, definendola «una strada non percorribile». Una scelta di questo tipo, secondo il capogruppo M5S, «avrebbe compromesso la sopravvivenza stessa dell’attività e del marchio Sangemini», inseguendo ipotesi di sviluppo che al momento «non hanno alcun riscontro di fattibilità né economica né ambientale».
Nel ragionamento rientra anche la tutela della risorsa idrica. «I pozzi di attingimento hanno equilibri molto delicati che vanno monitorati costantemente per garantire nel tempo l’altissima qualità dell’acqua minerale», osserva Simonetti, sottolineando come una gestione frammentata potrebbe mettere a rischio la rigenerazione naturale del bacino.
Il capogruppo del Movimento 5 Stelle ricorda infine che l’attuale amministrazione regionale ha dovuto affrontare «una situazione complessa», recuperando i ritardi accumulati dalla precedente giunta, che – secondo Simonetti – avrebbe dovuto predisporre gli atti preliminari al bando entro il 31 dicembre 2024.
«Abbiamo avviato un percorso in piena trasparenza e in conformità alle norme sulla concorrenza – conclude –. Chiunque abbia progetti seri di investimento nel campo termale troverà nel nuovo bando gli strumenti per partecipare, ma la continuità dello stabilimento non sarà mai oggetto di trattativa».






