Seduta infuocata a Palazzo Cesaroni: bocciate due mozioni urgenti, accuse incrociate tra maggioranza e opposizione. Fratelli d’Italia invoca il ritorno al dialogo istituzionale
La seduta dell’Assemblea legislativa dell’Umbria del 30 ottobre si è trasformata in un vero e proprio campo di battaglia politica. La doppia bocciatura delle mozioni urgenti sul progetto dello stadio-clinica di Terni – una presentata dalla maggioranza e una dal centrodestra – ha acceso gli animi in Aula, segnando un nuovo capitolo dello scontro tra le forze politiche sulla gestione del complesso dossier.
All’avvio dei lavori, l’Assemblea ha respinto l’iscrizione all’ordine del giorno di entrambe le mozioni, non raggiungendo in nessuna delle due votazioni la maggioranza qualificata dei due terzi dei presenti. Un esito che ha di fatto congelato ogni discussione immediata sul tema.
Le accuse della maggioranza: “Il centrodestra affossa Terni”
Durissima la reazione dei consiglieri di maggioranza, che hanno parlato di “grave battuta d’arresto per gli interessi della città di Terni”. Secondo i rappresentanti del centrosinistra, il centrodestra avrebbe mostrato “una preoccupante chiusura verso la ricerca di soluzioni condivise”, bocciando una mozione che puntava a mantenere alta l’attenzione sulla legalità, la tutela dell’interesse pubblico e la realizzazione del nuovo ospedale di Terni con fondi pubblici.
La maggioranza ha accusato in particolare i consiglieri del centrodestra di aver “fatto saltare ogni possibilità di sintesi”, perdendo un’occasione per dare un segnale unitario alla città. Nella nota, i consiglieri hanno denunciato “una destra spaccata e litigiosa, più interessata alla polemica che alla tutela della legalità e dell’interesse pubblico”.
La replica dell’opposizione: “La sinistra contro Terni e contro i cittadini”
La controffensiva del centrodestra non si è fatta attendere. I gruppi di Lega, Forza Italia e Umbria Civica hanno definito “grave e incomprensibile” la scelta della maggioranza di bocciare la mozione che impegnava la Regione a sostenere la realizzazione del progetto stadio-clinica. Secondo i consiglieri d’opposizione, la sinistra avrebbe “paralizzato” un’iniziativa strategica per Terni, “difendendo la decisione della Giunta Proietti di ricorrere al TAR e bloccando così l’iter di un intervento di sviluppo economico e sociale per la città”.
Gli esponenti del centrodestra hanno poi criticato l’assenza della presidente della Giunta durante la seduta e parlato di “mancanza di trasparenza istituzionale”. Hanno ribadito la volontà di continuare a battersi per il progetto, “nel pieno rispetto delle norme e nell’interesse dei cittadini ternani e dell’intera Umbria”.
Fratelli d’Italia: “Serve dialogo, Terni non può perdere tempo”
A gettare acqua sul fuoco, almeno parzialmente, è intervenuto il gruppo di Fratelli d’Italia, che ha ribadito la necessità di “non disperdere il lavoro fatto” e di “riaprire il confronto tra istituzioni”. Pur richiamando la Giunta Proietti a un atteggiamento più collaborativo, FdI ha sottolineato che “Terni merita un nuovo stadio e la possibilità di una clinica privata accreditata”, invitando la Regione a superare le problematiche di legittimità che hanno portato al contenzioso sul progetto.
Il gruppo ha inoltre ricordato l’impegno a vigilare sull’avanzamento della progettazione del nuovo ospedale pubblico, ribadendo la necessità di una “cooperazione istituzionale responsabile, funzionale agli interessi generali della collettività”.
Una frattura politica profonda
La giornata in Assemblea legislativa ha dunque segnato una nuova frattura nel panorama politico regionale. Da un lato la maggioranza che accusa il centrodestra di “ostruzionismo e irresponsabilità”, dall’altro l’opposizione che imputa alla sinistra la volontà di “bloccare lo sviluppo di Terni”.
Sul tavolo resta una questione che, ben oltre il destino del progetto stadio-clinica, mette in gioco equilibri politici, visioni diverse di sviluppo e il rapporto – tutt’altro che sereno – tra Regione e Comune di Terni.





