Scontro politico sui tempi delle nuove destinazioni: Proietti accelera, Tesei critica i ritardi
Prosegue il percorso di potenziamento dell’aeroporto internazionale dell’Umbria, al centro del confronto in Consiglio regionale tra la presidente Stefania Proietti e la consigliera Donatella Tesei. Sul tavolo lo stato di avanzamento degli interventi finanziati con oltre 6,8 milioni di euro nell’ambito dell’Accordo per la Coesione.
La Regione ha confermato l’intenzione di proseguire il percorso di rilancio già avviato nella precedente legislatura. L’iter operativo è partito nell’agosto 2025 con l’individuazione di Sase come soggetto attuatore, seguita dalla convenzione con Enac. I progetti, attualmente in fase di sviluppo, dovrebbero essere completati entro aprile 2026.
Gli interventi previsti riguardano l’ampliamento del terminal, la riqualificazione della pista e delle aree operative, nuovi spazi per i mezzi aeroportuali e investimenti nella transizione energetica, tra cui impianti fotovoltaici e mezzi elettrici. Intanto è già partita una prima fornitura di attrezzature.
Sul fronte del traffico, lo scalo continua a crescere: dopo aver superato i 500 mila passeggeri annui nel 2024, l’obiettivo resta quello di avvicinarsi al milione. Per la stagione estiva sono in vendita circa 580 mila posti, in linea con i risultati record del 2025, chiuso con oltre 620 mila viaggiatori.
Nodo centrale resta però quello delle rotte. La presidente ha annunciato l’avvio delle procedure sia per la continuità territoriale – con collegamenti nazionali – sia per nuove tratte internazionali da attivare nel 2026, anche in vista delle celebrazioni francescane. Tra le destinazioni allo studio figurano alcune capitali europee, con Madrid indicata come possibile prima apertura.
Sulle tempistiche non manca la polemica. Tesei, pur condividendo la continuità del progetto, ha sottolineato come le decisioni sulle rotte internazionali debbano essere prese con largo anticipo: secondo l’ex governatrice, per voli operativi nel 2026 sarebbe stato necessario muoversi già nei mesi precedenti.
Resta infine aperta la questione delle risorse aggiuntive legate agli eventi francescani, per le quali l’opposizione chiede maggiore chiarezza sulla pianificazione.

























