Il 46enne afghano, accusato di aver aggredito una studentessa ventenne, sarà processato domani con rito abbreviato; nella lettera parla di rimorso e abuso di alcol
Alla vigilia del processo, l’uomo accusato di violenza sessuale a Perugia ha scritto una lettera al giudice assumendosi ogni responsabilità e chiedendo perdono alla giovane vittima. Il 46enne afghano, detenuto da mesi, sarà giudicato domani con rito abbreviato, scelta che in caso di condanna comporterebbe la riduzione di un terzo della pena.
La vicenda risale alla notte tra il 19 e il 20 luglio in via Pinturicchio, nella zona universitaria. Secondo l’accusa, il cameriere avrebbe attirato una studentessa ventenne di origine orientale in un seminterrato con la promessa di un lavoro, per poi sottoporla a ore di violenze fisiche e sessuali. La ragazza è riuscita a registrare audio e video con il proprio telefono, lasciato acceso di nascosto durante l’aggressione. In ospedale le furono riscontrate lesioni guaribili in trenta giorni.
Le indagini della Squadra mobile, coordinate dal pm Mario Formisano, hanno raccolto riscontri scientifici e biologici ritenuti decisivi, a conferma delle accuse anche oltre la confessione scritta depositata successivamente. Nella lettera agli atti, l’imputato attribuisce il suo comportamento all’abuso di alcol e manifesta rimorso.
La studentessa, dopo aver confermato le accuse in sede di incidente probatorio, è rientrata nel Paese d’origine e non si è costituita parte civile. Il processo si concentrerà sulle imputazioni di sequestro di persona, lesioni e violenza sessuale aggravata.




