La Procura di Perugia amplia l’inchiesta: sotto accusa anche i telefonisti del call center
La Procura della Repubblica di Perugia ha chiesto altre otto misure cautelari nell’ambito dell’indagine sulle truffe legate a un call center di servizi di cartomanzia. I nuovi indagati sono i telefonisti che, secondo gli inquirenti, facevano parte della stessa presunta associazione per delinquere già colpita la scorsa settimana da quattro provvedimenti restrittivi: tre arresti in carcere e uno ai domiciliari.
L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Gemma Miliani e condotta da Carabinieri e Guardia di Finanza, riguarda un’organizzazione accusata di aver messo a segno centinaia di truffe ai danni di persone fragili e vulnerabili, contattate tramite servizi telefonici a pagamento e poi seguite direttamente dagli operatori. In cambio di riti, amuleti e servizi “protettivi”, alle vittime venivano richiesti pagamenti spesso ingenti, fino a decine o centinaia di migliaia di euro.
Le persone coinvolte operavano da un call center con sede a Ponte San Giovanni, alle porte di Perugia. Il volume d’affari stimato sarebbe di oltre 5 milioni di euro in circa tre anni. Le vittime accertate sono almeno 250, a fronte di appena sei denunce formali.
Giovedì e venerdì sono previsti gli interrogatori preliminari per i nuovi otto indagati. Spetterà poi al giudice per le indagini preliminari Margherita Amodeo decidere sull’eventuale emissione delle misure cautelari richieste dalla Procura.






