Maxi raggiro nato in Tunisia. Il Tribunale di Perugia archivia per difetto di giurisdizione
Arriva fino all’Umbria l’eco di una presunta truffa milionaria nel commercio internazionale di olio extravergine d’oliva. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Perugia, Natalia Giubilei, ha disposto l’archiviazione del fascicolo aperto per truffa e autoriciclaggio, accogliendo la richiesta della Procura per difetto di giurisdizione italiana.
L’inchiesta era nata dalla denuncia della Elisir, azienda spoletina attiva nel commercio oleario, che a fine 2024 aveva versato circa 4,7 milioni di euro per l’acquisto di migliaia di tonnellate di olio extravergine mai consegnate. Al centro della vicenda Abdel Ben Romdhane, amministratore della società tunisina Bioliva con sede a Rades, accusato di aver pagato fornitori locali con assegni poi risultati scoperti e di essersi successivamente trasferito in Spagna, dove avrebbe reinvestito i proventi attraverso nuove società.
Secondo la Procura, i fatti sarebbero stati commessi tra Tunisia e Spagna, escludendo la competenza italiana. I legali dell’azienda umbra si oppongono e annunciano richiesta di riapertura delle indagini, sostenendo che i contratti sarebbero stati firmati in Italia.
Prezzi in calo e boom di importazioni: le ombre sul mercato dell’olio
La vicenda si inserisce in un contesto di forte pressione sul comparto oleario nazionale. Nel 2025 la produzione italiana ha raggiunto circa 298mila tonnellate (+30% sull’anno precedente), ma con un sensibile calo dei prezzi all’origine, complice la crescente concorrenza estera.
La Tunisia, secondo produttore mondiale dopo la Spagna, esporta olio a prezzi compresi tra 2,3 e 4 euro al chilo, contro i 6-11 euro del prodotto italiano. Nel 2024 l’Italia ha importato 446mila tonnellate di olio (3,1 miliardi di euro) a fronte di 344mila tonnellate esportate.
Un sistema che alimenta il fenomeno delle miscele e del cosiddetto “perfezionamento attivo”: pratica legale che consente di miscelare oli comunitari ed extracomunitari e rivenderli come extravergine, purché nel rispetto dei parametri chimici e delle norme di etichettatura.
Etichetta e Dop, le tutele per il consumatore
Per riconoscere un olio ottenuto esclusivamente da olive italiane è necessario verificare in etichetta l’origine della materia prima. Indicazioni come “miscela di oli comunitari” segnalano la presenza di prodotto estero. Le certificazioni Dop e Igp garantiscono controlli lungo l’intera filiera.
Resta tuttavia elevata la complessità del mercato, tra importazioni, miscelazioni e marchi storici passati a gruppi internazionali. In questo scenario, trasparenza e tracciabilità rappresentano gli strumenti principali di tutela per produttori e consumatori.






