Determinante la segnalazione di un tassista: la Polizia di Stato ha rintracciato il sospettato poco dopo il raggiro e restituito l’intera somma alle vittime
La Polizia di Stato di Perugia ha arrestato un uomo italiano del 1992, ritenuto responsabile di una truffa aggravata ai danni di una coppia di anziani residenti nel capoluogo umbro. Fondamentale, per il buon esito dell’operazione, è stata la tempestiva segnalazione di un tassista che ha notato il comportamento sospetto del passeggero.
L’episodio si è verificato nel pomeriggio di ieri, quando gli agenti della Squadra Volanti della Questura di Perugia sono intervenuti immediatamente dopo una chiamata al Numero Unico di Emergenza. Il conducente del taxi aveva infatti riferito di avere a bordo un uomo particolarmente agitato che, dopo diversi spostamenti, aveva assunto atteggiamenti ritenuti anomali.
Rintracciato poco dopo dagli operatori, il sospettato è stato sottoposto a perquisizione personale. All’interno di un borsone gli agenti hanno trovato numerose banconote da 50 e 100 euro, per un totale di 8.500 euro.
Secondo la ricostruzione effettuata dalla Polizia, la coppia di anziani sarebbe stata contattata telefonicamente più volte dall’uomo. In un primo momento si sarebbe presentato come dipendente di Poste Italiane, per poi fingersi il nipote delle vittime, sostenendo di avere urgenti problemi economici legati a presunti debiti derivanti da acquisti effettuati.
Convinti di dover aiutare il familiare in difficoltà, i due anziani hanno consegnato il denaro all’uomo che si è presentato direttamente presso la loro abitazione. Dopo aver ritirato la somma, il truffatore si sarebbe allontanato rapidamente a bordo del taxi.
L’intervento immediato della Polizia ha però consentito di bloccare il sospettato e recuperare integralmente il denaro, successivamente restituito ai legittimi proprietari.
Al termine degli accertamenti, considerata la gravità dei fatti e le modalità con cui l’uomo avrebbe approfittato della vulnerabilità delle vittime, il 34enne è stato arrestato con l’accusa di truffa aggravata.
Su disposizione del Pubblico Ministero di turno, l’uomo è stato trasferito presso la Casa circondariale di Perugia-Capanne.

























