Tra tradizione, cultura e condivisione, il ricordo di una donna capace di trasformare la passione in legame
Perugia saluta con profonda commozione Silvia Buitoni, deceduta il 16 marzo, a soli 62 anni, all’ospedale di Perugia. Silvia aveva un nome importante ed era una figura amata e riconosciuta per la sua capacità di intrecciare relazioni, racconti e sapori. Di lei resta il ricordo vivido di una donna attenta e brillante, animata da una curiosità autentica per la vita e da una passione sincera per la cultura gastronomica.
Solare e generosa, sapeva accogliere con naturalezza, ascoltare con interesse e restituire valore alle storie degli altri. Era questo il tratto che più la distingueva: la sua capacità di trasformare ogni incontro in uno scambio umano significativo, lasciando un segno discreto ma profondo.
Appartenente a una delle famiglie più rilevanti della storia locale – nipote dell’imprenditore Bruno Buitoni e di Donna Alba, fondatrice degli Amici della Musica, e figlia di Paolo Buitoni – Silvia aveva saputo reinterpretare questa importante eredità in modo personale. Non un peso, ma una spinta verso un impegno culturale e sociale concreto, costruito giorno dopo giorno.
La cucina era il suo linguaggio più autentico. Attraverso la pagina Facebook “Dall’uovo alla coque al ragù”, seguita da migliaia di persone, aveva dato vita a una comunità viva e partecipata, dove ricette e memorie si intrecciavano in un racconto collettivo. Non solo piatti, ma storie, emozioni, frammenti di vita condivisa.
Questa stessa sensibilità aveva trovato spazio anche nella scrittura. Nel libro “Le Madeleine”, Silvia aveva raccolto ricette e narrazioni intime, capaci di evocare ricordi e suggestioni, in un rimando delicato all’immaginario proustiano da cui traeva ispirazione.
Pur definendosi con semplicità “non una cuoca professionista”, aveva fatto della cucina una forma espressiva piena e riconosciuta. Un talento che l’aveva portata anche a vincere la gara della Torta di Braccio durante Perugia 1416, a conferma del suo legame profondo con le tradizioni cittadine.
Silvia lascia la figlia Livia e un vuoto difficile da colmare, non solo tra familiari e amici, ma anche all’interno della vasta comunità che aveva contribuito a costruire. Nelle ore successive alla notizia della sua scomparsa, i social si sono riempiti di messaggi, fotografie e parole di affetto: testimonianze sincere di quanto fosse amata. Alla città resta una mancanza profonda. Perché persone come Silvia non si limitano ad attraversare il tempo: lasciano tracce durature, legami autentici, emozioni che continuano a vivere.
Sarà possibile fare visita alla camera ardente, alla Casa funeraria Ifa Passeri, dalle 12 di martedì 17 marzo. I funerali si terranno alle 11 di mercoledì 18 marzo nella basilica di San Pietro a Perugia.
La redazione de Il Quotidiamno dell’Umbria, di Umbria Settegiorni, e l’amico editore Luigi Piccolo sono profondamente vicini alla famiglia ed alla figlia Livia, in questo momento di grande dolore. Non ci sono parole che possano davvero colmare una perdita così grande. Addio Silvia.




















