Lividi sul corpo e dinamica ancora da chiarire: la Procura apre un’indagine, comunità sotto shock
C’è ancora molto da chiarire attorno alla morte della settantenne trovata senza vita nella sua abitazione di Sigillo, mentre i sanitari del 118 tentavano disperatamente di strapparla a una grave crisi respiratoria. Un intervento d’urgenza, che però non è bastato a salvarle la vita.
La donna, secondo quanto emerso, era affetta da diverse patologie pregresse che ne avevano compromesso nel tempo le condizioni di salute. Il giorno precedente al decesso era già stata visitata dal personale sanitario, che non aveva ritenuto necessario il ricovero ospedaliero. Domenica, però, il quadro clinico si sarebbe improvvisamente aggravato e a lanciare l’allarme sarebbe stata la sorella, preoccupata per il peggioramento.
A far scattare ulteriori accertamenti sono stati alcuni lividi riscontrati sulla parte superiore del corpo dalla pattuglia dei Carabinieri del Nucleo operativo di Gubbio, intervenuta nell’abitazione come da prassi in caso di morte non chiarita. Ecchimosi che, secondo le prime valutazioni, non sembrerebbero aver avuto un ruolo diretto nel decesso, ma che hanno comunque indotto gli inquirenti a non escludere alcuna ipotesi. Resta da comprendere se quei segni possano essere compatibili con cadute accidentali, con manovre di soccorso o con altri eventi avvenuti nelle ore precedenti.
Un ulteriore elemento che si inserisce nel quadro, dubbioso,riguarda il marito della donna, che nei giorni scorsi risultava ricoverato in ospedale per una frattura agli arti. Una circostanza che potrebbe aver inciso sulla gestione quotidiana delle difficoltà domestiche e sanitarie della coppia, ma che al momento non viene collegata direttamente alla morte.
La Procura ha aperto un fascicolo e nelle ultime ore i militari, coordinati dalla pubblico ministero di turno, hanno ascoltato i familiari per ricostruire con precisione le ultime giornate della donna. Si tratta di passaggi necessari per verificare tempi, modalità dei soccorsi e condizioni generali dell’anziana prima del peggioramento fatale.
Determinante sarà ora l’autopsia, già disposta dall’autorità giudiziaria. La salma è stata trasferita all’Istituto di Medicina legale di Perugia, dove l’esame autoptico dovrà stabilire con esattezza la causa della morte e chiarire la natura delle ecchimosi. Solo il referto medico-legale potrà sciogliere i dubbi, distinguendo tra un evento naturale legato al quadro clinico compromesso e altre eventuali concause.
Intanto, a Sigillo, la notizia ha suscitato sconcerto. In un paese dove tutti si conoscono, la scomparsa della settantenne – descritta da chi la frequentava come una persona riservata ma gentile – ha alimentato domande e apprensione. La comunità resta in attesa di risposte ufficiali, nella speranza che gli accertamenti possano restituire una ricostruzione chiara e definitiva di quanto accaduto tra le mura di quella casa.




