Oltre 60 lavoratori in presidio a Fontignano: “Azienda con commesse ma ferma, serve un piano per evitare la chiusura”
Adesione altissima allo sciopero alla Stf Loterios di Fontignano, dove martedì 14 aprile i lavoratori hanno dato vita a un presidio davanti ai cancelli dell’azienda per difendere occupazione e futuro produttivo. Nonostante la pioggia, la partecipazione è stata praticamente totale tra gli oltre sessanta dipendenti della storica realtà metalmeccanica della Valnestore, oggi al centro di una crisi che preoccupa l’intero territorio.
La mobilitazione, indetta da Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, ha acceso i riflettori su una vertenza sempre più urgente, con il rischio concreto di blocco dello stabilimento nonostante la presenza di commesse e prospettive di mercato.
Regione in campo: incontro con la proprietà
Durante il presidio, a cui hanno partecipato anche numerosi amministratori locali e rappresentanti istituzionali, è arrivato un segnale importante dalla Regione Umbria. L’assessore Francesco De Rebotti ha annunciato l’apertura di un confronto con la proprietà già nei prossimi giorni.

“Abbiamo raccolto l’appello dei sindacati – ha spiegato – e stiamo lavorando per individuare una prospettiva per questo polo produttivo. È un’azienda che ha futuro, con mercato e commesse, ma ha bisogno di investimenti e di una gestione capace di garantire continuità”.
Un passaggio ritenuto fondamentale per cercare di sbloccare una situazione di stallo che dura ormai da mesi.

La denuncia dei sindacati: “Situazione paradossale”
A illustrare le criticità sono stati i rappresentanti sindacali Andrea Calzoni (Fim Cisl Umbria), Nico Malossi (Fiom Cgil Perugia) e Daniele Brizi (Uilm Uil Perugia), che parlano di una situazione “preoccupante e paradossale”.
“A inizio 2025 avevamo chiesto nuove assunzioni per far fronte alle numerose commesse – ricordano – ma con la nuova gestione, tra immobilismo e problemi finanziari, si è persa la fiducia del principale cliente”.
Da lì la richiesta di un piano industriale, rimasta senza risposte concrete, e l’avvio di una procedura di licenziamento collettivo poi contrastata dai sindacati, che hanno ottenuto l’attivazione degli ammortizzatori sociali.
Instabilità e rischio per il territorio
A pesare ulteriormente sulla crisi è stata la continua instabilità ai vertici aziendali, con diversi cambi di amministratori delegati che hanno contribuito a rallentare ogni tentativo di rilancio.
“Oggi – sottolineano le sigle sindacali – l’azienda è ferma pur avendo mercato. Serve recuperare la fiducia dei clienti e garantire le forniture necessarie per completare le commesse”.
Sul tavolo restano anche possibili scenari alternativi, tra cui la cessione dello stabilimento, per la quale – secondo quanto riferito – ci sarebbero già manifestazioni di interesse da parte di imprese del settore.



Oltre 60 lavoratori a rischio
La posta in gioco è alta: oltre sessanta posti di lavoro diretti e un intero indotto che rischia di subire pesanti ripercussioni in un’area già segnata da processi di deindustrializzazione.
“La chiusura sarebbe un disastro per il territorio” avvertono i sindacati, rilanciando la necessità di un intervento immediato per salvare una realtà produttiva considerata strategica per l’economia locale.
Nei prossimi giorni l’incontro tra Regione e proprietà potrebbe rappresentare un passaggio decisivo per il futuro della Stf Loterios e dei suoi lavoratori.















