Confermata la programmazione 2025-2027 delle discariche umbre. L’assessore De Luca: «Salvaguardata la capacità residua e la corretta gestione del ciclo di smaltimento»
Il Tribunale Amministrativo Regionale dell’Umbria conferma la legittimità delle scelte adottate da Regione e Auri nella programmazione dei flussi di rifiuti verso le discariche umbre per il triennio 2025-2027. Con le sentenze n. 42, 43, 44, 45 e 46 depositate il 7 febbraio scorso, il Tar ha riconosciuto la correttezza degli atti con cui l’Autorità umbra per rifiuti e idrico (Auri) ha disciplinato i conferimenti, compresi quelli provenienti da fuori regione.
Un pronunciamento che, secondo l’assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca, segna un punto fermo nella gestione del ciclo dei rifiuti in Umbria. «Le sentenze – afferma – confermano che l’azione intrapresa ha evitato una situazione fuori controllo, ereditata da decisioni precedenti».
Nel gennaio 2025 la nuova amministrazione aveva segnalato un incremento significativo dei flussi di rifiuti speciali extra regionali, conseguenza – viene ricordato – di delibere adottate nel 2023 e nel luglio 2024 che avevano superato le previsioni del Piano regionale vigente, autorizzando conferimenti fino a 230mila tonnellate annue a fronte delle 180mila previste.
Dopo l’insediamento della Giunta nel dicembre 2024, la Regione ha avviato una revisione della programmazione, con l’obiettivo dichiarato di preservare le volumetrie residue delle discariche e di scongiurare il rischio che l’Umbria diventasse un polo di smaltimento per il Centro Italia.
Il Tar, riconoscendo la competenza di Auri nella regolazione dei flussi non solo dei rifiuti urbani ma anche di quelli speciali, ha inoltre validato l’impianto normativo introdotto con la legge regionale 10/2024, sottolineando la prevalenza dell’interesse pubblico alla tutela della capacità degli impianti rispetto agli interessi economici dei soggetti privati.
«Ringrazio il presidente Andrea Sisti e Auri per la determinazione dimostrata – conclude De Luca –. La tutela della capacità residua dei siti e una gestione ordinata del ciclo di smaltimento si inseriscono nella nostra visione di economia circolare. Allo stesso tempo, continueremo a confrontarci con i gestori per garantire la sostenibilità economica degli impianti, come già previsto nella riforma legislativa pre-adottata».
La decisione del Tar rappresenta dunque un passaggio rilevante nel riassetto della governance dei rifiuti in Umbria, in vista delle prossime sfide legate alla pianificazione ambientale regionale.




