Riccardo Sturaro ha rinvenuto 85 documenti, tra liriche e materiali preparatori, nel Fondo Luzi del Gabinetto Vieusseux. A Firenze una mostra aperta fino al 27 febbraio
Bloc notes, agende, minute, quaderni e fogli sparsi: è un patrimonio letterario di grande valore quello emerso dal Fondo Mario Luzi, conservato nell’Archivio Bonsanti del Gabinetto Vieusseux di Firenze. A riportarlo alla luce è stato Riccardo Sturaro, dottorando in filologia e letteratura italiana all’Università per Stranieri di Perugia, nel corso di una ricerca triennale dedicata al celebre poeta fiorentino, considerato tra i maggiori autori italiani del Novecento.
Il corpus rinvenuto comprende 85 documenti inediti, databili – secondo lo stesso Sturaro – dagli anni Settanta fino alla morte di Luzi, avvenuta nel 2005. Si tratta di materiali che offrono nuove e preziose indicazioni sulle modalità compositive del poeta e sul suo laboratorio di scrittura, consentendo di approfondire la genesi di alcune opere e il percorso creativo di una delle voci più autorevoli della poesia contemporanea.
Dalla scoperta è nata una mostra inaugurata nei giorni scorsi a Firenze, presso Palazzo Corsini Suarez, sede dell’archivio del Gabinetto Vieusseux, visitabile gratuitamente fino al 27 febbraio. Tra i documenti esposti figurano circa una trentina di componimenti poetici, sei dei quali presentati al pubblico all’interno del percorso espositivo.
La datazione delle liriche non è stata semplice. Come ha spiegato Sturaro in un’intervista al Corriere della Sera, Mario Luzi non era sistematico nel suo lavoro, rendendo necessario un attento e complesso lavoro di comparazione e analisi con i testi già noti per collocare cronologicamente i nuovi materiali.
Grande soddisfazione è stata espressa dall’Università per Stranieri di Perugia. Francesca Malagnini, delegata rettorale alla Formazione, Alta Formazione, Master e Dottorato, ha sottolineato come il risultato della ricerca rappresenti «una nuova stagione del dottorato d’Ateneo, rifondato su solide basi scientifiche e su un’accurata programmazione», basata su rigorosi criteri di qualità e selezione.
Sulla stessa linea anche la direttrice del Dipartimento LiLAIM, Sabrina Stroppa, che ha evidenziato il ruolo centrale della cura e del coinvolgimento dei dottorandi in gruppi di ricerca di alto livello, nazionali e internazionali, e nella formazione dei docenti di italiano nel mondo, anche attraverso l’uso di tecnologie innovative.
A rimarcare il valore scientifico dell’indagine è infine Siriana Sgavicchia, docente Unistrapg e supervisore della ricerca, secondo cui il lavoro di Sturaro costituisce «un’indagine davvero pioneristica», dal momento che il Fondo Luzi non era mai stato studiato integralmente. Una ricerca che, grazie alla descrizione commentata dei materiali e all’analisi dell’iter genetico di alcune poesie, apre nuovi orizzonti per la filologia d’autore e per la critica letteraria contemporanea.




















