Intervento ibrido all’Ospedale di Perugia con cardiologi, cardiochirurghi e cardioanestesisti. La paziente dimessa dopo alcuni giorni
Intervento complesso ma riuscito all’Azienda ospedaliera di Perugia, dove nei giorni scorsi è stata eseguita con successo la rimozione e il reimpianto di una valvola aortica su una paziente di 80 anni. L’operazione è stata portata a termine da un’équipe multidisciplinare composta da cardiologi, cardiochirurghi e cardioanestesisti.
La procedura ha riguardato l’espianto parziale dei lembi di una protesi valvolare precedentemente impiantata e ormai deteriorata, seguito dall’impianto di una nuova valvola con tecnica TAVI (impianto transcatetere di valvola aortica). In rari casi, infatti, il malfunzionamento o la degenerazione della protesi rendono necessario un intervento chirurgico di rimozione, considerato particolarmente delicato per le aderenze ai tessuti cardiaci o per il rischio di occlusione dei vasi coronarici.
L’operazione, durata circa due ore, ha combinato tecniche di cardiochirurgia tradizionale e tecnologie mininvasive. Attraverso una piccola incisione toracica e con il supporto della circolazione extracorporea, i cardiochirurghi hanno rimosso la valvola deteriorata e impiantato una nuova protesi TAVI sotto visione diretta, consentendo un posizionamento più preciso rispetto alla sola guida radiologica.
Il risultato, spiegano i sanitari, è stato possibile grazie al lavoro integrato dell’“heart team”, con un coordinamento costante tra sala operatoria e terapia intensiva, fondamentale per garantire stabilità durante tutte le fasi dell’intervento e nel periodo post-operatorio.
La paziente, dopo alcuni giorni di degenza, è stata dimessa in buone condizioni di salute e affidata alle cure riabilitative della Usl territoriale. Un esito che conferma il ruolo della collaborazione tra alta specializzazione ospedaliera e rete sanitaria territoriale nel trattamento dei casi più complessi.








