Il 45enne, licenziato dopo la denuncia, si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al gip
È accusato di aver aggredito una collega all’interno di una residenza per anziani di Perugia un operatore socio-sanitario di 45 anni, originario di Crotone. L’uomo, assistito dagli avvocati Giada Guanciarossa e Pierfrancesco Moriconi, si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari Natalia Giubilei, che ha disposto nei suoi confronti il divieto di avvicinamento alla presunta vittima.
Secondo l’accusa, sostenuta dal pubblico ministero Patrizia Mattei, i fatti risalgono al 25 agosto scorso. La donna, un’infermiera impiegata nella stessa struttura, avrebbe subito due episodi di violenza nel giro di un’ora. Nel primo caso, mentre si trovava da sola in infermeria, l’uomo l’avrebbe spinta contro il muro cercando di baciarla e intimandole di non urlare. Le grida della donna lo avrebbero fatto desistere.
Un secondo episodio sarebbe avvenuto poco dopo, quando l’infermiera era impegnata in una telefonata con il medico curante di un paziente: l’operatore l’avrebbe afferrata al collo e baciata con la forza, sussurrandole un commento sul suo aspetto fisico.
La vittima ha riferito agli inquirenti che il collega le aveva già rivolto attenzioni indesiderate e commenti personali, che lei aveva sempre respinto. Dopo la denuncia, la direzione della struttura ha avviato un procedimento disciplinare, culminato nel licenziamento dell’uomo.
La difesa sostiene che, proprio in virtù del licenziamento e della mancanza di contatti con la collega, siano venute meno le esigenze cautelari. Il procedimento penale è in corso.





