Nuove tecnologie antibatteriche e approcci conservativi migliorano la sicurezza chirurgica e gli esiti clinici nei pazienti fragili e giovani
L’Azienda Ospedaliera di Perugia si conferma tra i centri di riferimento nazionali nella chirurgia protesica dell’anca grazie all’introduzione di protesi rivestite con ioni d’argento, una tecnologia avanzata finalizzata alla riduzione del rischio di infezioni post-operatorie, una delle complicanze più temute negli interventi ortopedici maggiori.
Il rivestimento in argento sfrutta le consolidate proprietà antibatteriche del metallo, garantendo un’azione continua contro un ampio spettro di microrganismi patogeni senza alterare la biomeccanica dell’impianto né i processi di integrazione ossea. Si tratta di una soluzione attualmente adottata solo in pochi centri in Italia, inserita in un progetto nazionale volto all’introduzione progressiva di impianti protesici ad alta sicurezza biologica, in particolare per pazienti clinicamente fragili o affetti da pluripatologie.

Secondo quanto riferito dal prof. Giuseppe Rinonapoli, chirurgo ortopedico, questa innovazione consente di affrontare in condizioni di maggiore sicurezza sia gli interventi di primo impianto sia le revisioni protesiche in pazienti ad alto rischio infettivo, come soggetti obesi, diabetici o immunodepressi, ampliando le possibilità terapeutiche in contesti clinici complessi.
I risultati clinici ottenuti presso l’Ospedale di Perugia appaiono particolarmente significativi. A oggi sono state impiantate con successo oltre trenta protesi d’anca rivestite in argento, senza che si sia registrato alcun caso di infezione post-operatoria. Gli interventi, eseguiti dal dr. Michele Bisaccia e dal prof. Rinonapoli con il supporto del dr. Lorenzo Lucchetta, hanno evidenziato un decorso post-chirurgico favorevole, con recupero funzionale rapido e un’elevata soddisfazione da parte dei pazienti.

Accanto a questo programma, l’équipe ortopedica ha avviato un progetto specifico dedicato ai pazienti più giovani, basato sull’utilizzo di protesi dell’anca a conservazione del collo femorale, anch’esse dotate di rivestimento in argento. Questa tipologia di impianto consente di preservare una maggiore quantità di tessuto osseo e di mantenere una biomeccanica più naturale, risultando particolarmente indicata nei casi di artrosi precoce, necrosi asettica della testa del femore o artrosi secondaria a displasia congenita dell’anca.
Il direttore della struttura di Ortopedia e Traumatologia, prof. Auro Caraffa, sottolinea come i risultati ottenuti siano il frutto di una sinergia costante tra attività clinica e ricerca medica applicata, con protocolli condivisi a livello nazionale. Un modello che conferma l’Ospedale di Perugia tra i protagonisti di una nuova fase evolutiva della chirurgia protesica, sempre più orientata verso impianti personalizzati, sicuri e tecnologicamente avanzati.
L’introduzione delle protesi rivestite in argento rappresenta dunque un esempio concreto di come l’innovazione tecnologica possa tradursi in un miglioramento reale degli esiti clinici e della sicurezza chirurgica, rafforzando il ruolo della ricerca applicata come pilastro della moderna chirurgia ortopedica.





