Secondo l’accusa avrebbe vessato la moglie per quasi vent’anni tra Corciano e Castel del Piano. Contestate minacce, aggressioni fisiche e un presunto stupro
Si è aperto davanti al tribunale di Perugia il processo nei confronti di un cittadino albanese di 47 anni accusato di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale ai danni della moglie. La donna, nel 2025, si era rivolta alle forze dell’ordine dopo anni di presunte violenze e intimidazioni subite all’interno delle mura domestiche.
La prima udienza si è celebrata davanti al collegio presieduto dal giudice Angela Avila. Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Perugia nella richiesta di giudizio immediato, l’uomo avrebbe mantenuto nei confronti della moglie una condotta abituale di violenza fisica e psicologica, aggravata – secondo gli inquirenti – dall’abuso di alcol e sostanze stupefacenti. Gli episodi contestati sarebbero avvenuti spesso anche davanti ai figli minori. Tra le accuse più pesanti figura un episodio risalente al 2021, quando il 47enne avrebbe costretto la donna a subire un rapporto sessuale contro la sua volontà.
Le indagini avrebbero fatto emergere una lunga serie di presunti maltrattamenti protratti dal 2006 al 2025 tra Corciano e Castel del Piano. Negli atti dell’accusa si parla di un atteggiamento “prepotente e arrogante” all’interno del nucleo familiare, con continue minacce, danneggiamenti di oggetti domestici e scenate violente che avrebbero costretto la donna, terrorizzata, a chiudersi spesso in camera da letto.
Secondo la Procura, l’uomo avrebbe più volte minacciato la moglie dicendole che, se lo avesse lasciato, le avrebbe “reso la vita impossibile”, arrivando anche a sostenere che avrebbe “ammazzato prima lei, i figli e poi se stesso”.
Contestati anche diversi episodi di aggressione fisica durante le gravidanze della donna. Nel 2006 le avrebbe sferrato uno schiaffo mentre era alla guida, provocandole una ferita al labbro perché aveva sbagliato strada. Nel 2008 l’avrebbe invece spinta contro un termosifone mentre era incinta. Nel 2019, durante una lite, avrebbe preso una prolunga stringendola attorno al collo della moglie, che in quel momento teneva in braccio il figlio minore, minacciando di ucciderla.
Tra gli episodi finiti nel fascicolo dell’accusa anche uno avvenuto nell’agosto 2025, quando il 47enne avrebbe minacciato la donna impugnando una pistola e pronunciando frasi intimidatorie come: “Ti ammazzo, ti trovo ovunque vai”.
Secondo gli inquirenti, l’uomo non avrebbe inoltre contribuito alle necessità economiche e domestiche della famiglia e avrebbe controllato ossessivamente la compagna con continue telefonate e richieste di spiegazioni sui suoi spostamenti. Comportamenti che, per la Procura, avrebbero generato nella donna e nei figli un costante clima di paura e soggezione psicologica.

























