Era apprezzato medico della Geriatria e punto di riferimento nella lotta all’Alzheimer
Oggi si svolgeranno i funerali della Dottoressa Annalisa Longo presso la chiesa di Santa Barnaba di Perugia alle 15,30. Stimata geriatra della Struttura complessa di Geriatria dell’ospedale di Perugia, si è spenta all’età di 66 anni, lasciando un profondo dolore tra colleghi, pazienti e istituzioni regionali.
Nel corso della sua lunga carriera si era distinta per competenza medica, grande sensibilità umana e attenzione verso i pazienti più fragili. Qualità che l’avevano resa una figura molto apprezzata all’interno del comparto sanitario umbro, dove rappresentava un punto di riferimento sia sul piano professionale che umano.
Oltre all’attività ospedaliera, la geriatra aveva dedicato gran parte del proprio impegno all’assistenza delle persone affette da Alzheimer e delle loro famiglie. Era fondatrice e presidente storica di AMATA Umbria, associazione nata per offrire supporto concreto ai malati e ai caregiver alle prese con patologie cognitive degenerative.
Attraverso l’associazione, Longo aveva promosso negli anni iniziative di sostegno, percorsi assistenziali e attività rivolte alle famiglie spesso gravate dalle difficoltà quotidiane legate alla gestione della malattia. Il suo lavoro è stato considerato un esempio virtuoso di collaborazione tra sanità pubblica e terzo settore.
Numerosi i messaggi di cordoglio arrivati nelle ultime ore. La presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, insieme alla Giunta regionale, ha espresso vicinanza ai familiari, ricordando il valore umano e sociale di una professionista che ha dedicato la propria vita alla cura delle persone più vulnerabili.
La Direzione dell’azienda ospedaliera di Perugia e i colleghi del reparto di Geriatria hanno manifestato il loro dolore per la perdita di una figura considerata preziosa per l’intera comunità medica umbra. Con la scomparsa della dottoressa Annalisa Longo, l’Umbria perde non soltanto un medico di grande esperienza, ma anche una donna che ha saputo trasformare la professione sanitaria in una missione di solidarietà e vicinanza ai più deboli.

























