Dallo sport al marketing innovativo, fino al fitness globale: ecco la storia e l’eredità di Gabriele Brustenghi, protagonista umbro tra Ellesse, Perugia Calcio e grandi eventi internazionali
Non è semplice racchiudere in poche righe la figura dell’amico e maestro Gabriele Brustenghi, perché ridurlo a un solo ambito significherebbe tradirne la natura. Non era soltanto un uomo di sport :era un visionario, un atleta autentico e, soprattutto, un innovatore capace di anticipare i tempi.
Il suo percorso professionale prende forma accanto a Leonardo Servadio, nella azienda Ellesse, dove in brevissimo tempo dimostra un talento fuori dal comune: quello di intuire il valore delle connessioni tra sport, immagine e impresa. È sotto la sua spinta che Ellesse diventa un punto di riferimento internazionale, attirando campioni destinati a fare la storia. Tra tutti, resta iconica l’immagine di Boris Becker, appena diciassettenne, trionfare a Wimbledon vestito di bianco con l’eleganza firmata Ellesse. Accanto a lui, anche Guillermo Vilas contribuì a consolidare il prestigio del marchio umbro nel mondo del tennis.
Ma Brustenghi non si limitava a seguire il cambiamento: lo creava. Nel 1979, da direttore marketing di Ellesse e consigliere di D’Attoma al Perugia Calcio, fu protagonista di un’operazione destinata a lasciare il segno: il passaggio di Paolo Rossi al Perugia. Per rendere possibile quell’acquisto, ideò qualcosa che allora sembrava impensabile — la sponsorizzazione sulle maglie da gioco — coinvolgendo il Pastificio Ponte e anticipando di fatto un modello che sarebbe diventato la norma nel calcio moderno.

Negli anni ’80 la sua visione si allarga ulteriormente. Intuisce che il fitness può diventare molto più di una pratica sportiva: può essere spettacolo, cultura, fenomeno sociale. Nasce così il Festival del Fitness, prima a Rimini e poi a Firenze, destinato a trasformarsi in un evento di portata internazionale. Brustenghi capisce prima di altri che il benessere è anche musica, moda, condivisione ed emozione. Sotto la sua guida, l’Italia diventa un punto di riferimento europeo del settore, eredità che ancora oggi vive in manifestazioni come RiminiWellness.
Eppure, dietro il manager e l’organizzatore, c’era sempre l’atleta. Brustenghi correva, si allenava, partecipava — e non poco — alle maratone di New York, portando nella vita professionale la stessa disciplina del maratoneta: resistenza, visione a lungo termine, capacità di gestire la fatica. È da questa filosofia che nasce anche Vivicittà, la corsa che nel 1983 unì simbolicamente decine di città italiane con una partenza simultanea via radio, altro esempio della sua straordinaria capacità di creare eventi collettivi e mediatici.

Nel 1986, ancora una volta, la sua impronta si fa internazionale: grazie a una sua intuizione, Ellesse diventa main sponsor della maratona di New York, nella storica edizione vinta da Gianni Poli.
Ricordare Gabriele Brustenghi oggi significa riconoscere il valore di una figura che ha saputo intrecciare sport, impresa e cultura con uno sguardo sempre rivolto avanti. Un uomo che ha lasciato un segno concreto e duraturo, non solo nelle aziende e negli eventi che ha creato, ma nel modo stesso di concepire lo sport.
L’avvocato Brustenghi si è spento all’età di 85 anni lasciandosi il ricordo di una vita di passione per lo sport e di successi professionali. L’ultimo saluto si terrà oggi alle ore 11.30 presso la Chiesa di Montelaguardia a Perugia. Un momento di raccoglimento per una comunità che perde non solo un professionista di valore, ma un protagonista autentico del proprio tempo.

























