Sabjan Ballici è deceduto a Foligno per un adenocarcinoma gastrico
Sabjan Ballici di 24 anni di origini albanesi, residente in Umbria, è deceduto il 20 Febbraio all’ospedale di Foligno,a causa di un adenocarcinoma gastrico diagnosticato soltanto due settimane prima e dopo essere stato dimesso per tre volte dal Pronto Soccorso dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia.
Secondo una prima ricostruzione il 24 enne si sarebbe recato al Pronto Soccorso il 27 dicembre, accusando sintomi di febbre alta persistente, tosse e presenza di sangue nell’espettorato. In base a quanto riferito dai familiari e da verificare,, dopo diverse ore di attesa senza essere visitato avrebbe deciso di fare ritorno a casa.
Il secondo accesso sarebbe avvenuto il 19 gennaio. In quella occasione Il medico di famiglia aveva predisposto un’impegnativa con indicazione di ricovero per sospetta bronchiolite, ma anche in questa occasione il 24 enne sarebbe stato dimesso dopo alcuni accertamenti. Durante il percorso diagnostico, i sintomi sarebbero stati associati all’eventuale assunzione di sostanze stupefacenti, ipotesi respinta con decisione dai familiari.

Il 29 gennaio Sabjan Ballici sarebbe tornato nuovamente al Pronto Soccorso di Perugia a causa del peggioramento delle condizioni cliniche, caratterizzate da forti dolori al torace e difficoltà respiratorie. Dopo una notte trascorsa in osservazione, venne dimesso con indicazione di proseguire il percorso attraverso il medico curante.
Il 6 febbraio venne trasportato all’ospedale di Foligno. Qui il ricovero fu immediato e gli esami evidenziarono la presenza di un adenocarcinoma gastrico in fase avanzata. Nonostante le cure, il 24 enne morì l 20 febbraio in seguito a una crisi respiratoria acuta.
A fine febbraio la famiglia ha presentato una denuncia-querela alla Procura della Repubblica di Spoleto per verificare eventuali responsabilità sanitarie avvenute al Pronto Soccorso di Perugia. A supporto dell’esposto è stata depositata una consulenza medico-legale secondo cui la patologia avrebbe potuto essere individuata in anticipo, consentendo l’avvio di trattamenti terapeutici che avrebbero potuto rallentare la progressione della malattia e alleviare le sofferenze del paziente.
L’indagine della Procura di Spoleto è in corso ed al momento non risultano persone indagate e non sono state formulate specifiche ipotesi di reati.



















