Contratti con identità false e imposte non versate: il sistema avrebbe causato danni per oltre 20 milioni allo Stato e più di 500 mila euro ai gestori di servizi
Due presunti componenti di una banda specializzata in truffe sulle forniture di energia sono stati arrestati dopo anni di latitanza negli Emirati Arabi Uniti. I due, originari dell’Umbria, sono stati fermati all’aeroporto di Fiumicino al rientro in Italia grazie a un’operazione della Guardia di Finanza di Perugia coordinata dalla Procura.
Secondo le indagini, il gruppo avrebbe creato un articolato sistema fraudolento nel settore delle utenze domestiche e aziendali. Da un lato incassava i pagamenti per forniture di gas ed energia elettrica senza versare le relative imposte, con un’evasione stimata in oltre 20 milioni di euro. Dall’altro attivava contratti per luce, gas e acqua utilizzando identità fittizie o intestatari inconsapevoli, permettendo così l’uso dei servizi senza pagarne i costi.
Il meccanismo, che avrebbe operato soprattutto tra il 2015 e il 2018 a Perugia e provincia, avrebbe causato anche un danno superiore ai 500 mila euro a diversi gestori di servizi pubblici. Nell’inchiesta risultano coinvolte complessivamente undici persone accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere, truffa, sostituzione di persona e reati tributari. Il giudice dovrà ora decidere sull’eventuale rinvio a giudizio degli imputati.








