Il capoluogo umbro tra le province interessate dall’operazione dei Carabinieri coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma. Contestati traffico di droga, usura, estorsioni e metodo mafioso.
Anche la provincia di Perugia è stata interessata dalla vasta operazione condotta all’alba dai Carabinieri nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Roma. Il blitz, che ha impegnato circa 120 militari, ha portato all’esecuzione di 20 misure cautelari e al sequestro di beni ritenuti riconducibili all’organizzazione criminale.
L’operazione è stata condotta dai Carabinieri della Compagnia di Cassino con il supporto del Raggruppamento Operativo Speciale (ROS), delle unità cinofile antidroga, di personale specializzato nella ricerca di sostanze stupefacenti e armi occultate e di un elicottero del Nucleo Elicotteri di Roma Urbe. Gli interventi sono stati eseguiti contemporaneamente nelle province di Frosinone, Napoli, Caserta, Perugia e nella città di Roma.
Il provvedimento emesso dal Gip del Tribunale di Roma, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, dispone la custodia cautelare in carcere per 17 indagati e gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per altre tre persone. Un decreto di sequestro preventivo è stato inoltre notificato ad altri sette soggetti non raggiunti da misure personali.
Agli indagati vengono contestati, a vario titolo e allo stato delle indagini, i reati di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, contestata come armata e aggravata dall’ingente quantità, detenzione e cessione di cocaina, usura, estorsione, detenzione di armi e ulteriori reati. In diversi episodi è contestata anche l’aggravante del metodo mafioso.
L’indagine, avviata nel 2019 dalla Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Cassino, avrebbe consentito di ricostruire un’organizzazione a forte connotazione familiare, ritenuta operativa da oltre dieci anni. Secondo gli investigatori, il gruppo si sarebbe approvvigionato di ingenti quantitativi di cocaina attraverso canali dell’area campana, alimentando una rete di piazze di spaccio nel Cassinate.
Nel corso delle indagini sono stati sequestrati circa 1,3 chilogrammi di cocaina e ricostruite, in via indiziaria, forniture complessive pari a circa 63 chilogrammi di stupefacente. Gli investigatori contestano inoltre episodi di usura ed estorsione, l’impiego di minori e di persone in condizioni di fragilità nelle attività di spaccio e la disponibilità di armi utilizzate, secondo l’accusa, anche per intimidire vittime e acquirenti.
Il volume d’affari dell’organizzazione è stato stimato in circa 5,5 milioni di euro, di cui oltre 5,2 milioni derivanti dal traffico di stupefacenti e circa 238 mila euro dalle presunte attività estorsive. Il Gip ha disposto il sequestro preventivo di denaro, beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie fino all’importo di 5.378.920 euro.
Al momento non sono stati resi noti ulteriori particolari sulle attività svolte nel territorio della provincia di Perugia né sull’eventuale ruolo degli indagati collegati all’Umbria.
Il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari. Le misure eseguite hanno natura cautelare e tutti gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.















