Il patron convocato da un tribunale federale argentino, il club umbro non risulta coinvolto, ma tra i tifosi cresce l’apprensione
L’inchiesta che coinvolge Javier Faroni e la sua famiglia resta, per ora, confinata sul piano personale e giudiziario, lontana dalla gestione del Perugia Calcio. Ma nel calcio moderno, dove la solidità societaria è un fattore decisivo quanto i risultati sul campo, ogni ombra sul proprietario finisce per riflettersi sull’ambiente.
La prudenza è d’obbligo: le accuse sono tutte da verificare e il principio di presunzione d’innocenza resta centrale. Allo stesso tempo, la vicenda impone attenzione e trasparenza, perché il futuro del Perugia passa anche dalla capacità della società di rassicurare tifosi, istituzioni sportive e territorio. Il campo, intanto, resta l’unico luogo dove oggi si gioca il presente.
L’inchiesta
Secondo quanto emerge da fonti giornalistiche sudamericane, Faroni è stato ufficialmente convocato dal Tribunale federale n. 2 di Lomas de Zamora per il prossimo 19 gennaio, nell’ambito di un’indagine per presunta frode e riciclaggio di denaro. L’inchiesta riguarderebbe operazioni finanziarie per circa 260 milioni di dollari nell’arco di quattro anni. Di questi, secondo l’accusa, 42 milioni di dollari sarebbero stati convogliati verso quattro società con sede in Florida – Soagu Services LLC, Marmasch LLC, Velp LLC e Velpasalt LLC – considerate dagli inquirenti “scatole vuote”, prive di uffici operativi e personale.
Gli investigatori argentini starebbero incrociando documentazione bancaria internazionale, registri societari e atti federali, con l’obiettivo di ricostruire la destinazione dei fondi e il ruolo delle persone e delle società coinvolte. Nei prossimi mesi sono previste ulteriori audizioni e verifiche.Almomento si tratta solo di verifiche finanziarie e legali
Particolare attenzione sarebbe rivolta alla cosiddetta “pista Bariloche”, che ipotizzerebbe una distrazione di somme rilevanti verso soggetti che potrebbero aver agito come prestanome, allo scopo di ostacolare la tracciabilità dei flussi finanziari. Si tratta, al momento, di ipotesi tutte al vaglio della magistratura.
Tra i nomi citati negli atti figurebbero Javier Alejandro Ojeda Jara, formalmente legato alla Soagu Services LLC ma residente e impiegato in una farmacia della località turistica di Bariloche, e Mariela Marisa Schmalz, titolare della Marmasch LLC, già nota alle autorità per precedenti vicende bancarie. L’indagine coinvolgerebbe anche Verónica Inés López e Roberto Salice, collegati alle società Velp e Velpasalt, reduci da un fallimento sospetto nel 2019. In particolare, la Velp LLC rappresenterebbe uno dei nodi centrali dell’inchiesta in relazione a un bonifico di importo rilevante. Salice, dal canto suo, ha negato ogni coinvolgimento diretto.

In Italia, Daniel Borrás, considerato il braccio destro di Faroni, nella società Perugia Calcio, ha ribadito la totale regolarità dell’operato del patron, definendo la convocazione in tribunale una “pura formalità”.
Al momento il Perugia Calcio non risulta coinvolto nell’indagine e l’attività sportiva prosegue senza variazioni di programma. Tuttavia, la notizia ha inevitabilmente alimentato preoccupazione tra i tifosi, che guardano con apprensione al futuro societario del club, in attesa di chiarimenti definitivi sul piano giudiziario.








