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Home » Bilancio della Corte d’Appello: furti nelle abitazioni e carenza di organico tra i problemi prioritari
Perugia

Bilancio della Corte d’Appello: furti nelle abitazioni e carenza di organico tra i problemi prioritari

admin_editore05 Mins ReadGennaio 27, 2024
 

Il Procuratore Generale della Repubblica di Perugia, Sergio Sottani, ha presentato la relazione relativa alle varie attività giudiziarie del suo ufficio

Il procuratore generale della Repubblica di Perugia presso la Corte di Appello, Sergio Sottani, ha anticipato nella giornata di ieri (venerdì 26 gennaio) in occasione della conferenza stampa della vigilia dell’Inaugurazione dell’anno giudiziario 2024 in programma questa mattina (sabato 27 gennaio), la relazione relativa alle varie attività giudiziarie del suo ufficio.
Al centro del documento varie tematiche relative all’attività svolta nell’anno 2023.
Il procuratore ha puntato il dito principalmente sul problema della carenza di organico del personale amministrativo.

“In generale – si legge nella relazione – su 158 unità, previste nell’organico, ne sono coperte solamente 126″, con una percentuale di scopertura del 20,25%. La scopertura è pari all’8% per la Procura Generale, al 10% per quella minorile, al 20% per la procura distrettuale perugina, al 29,27% per quella ternana ed al 23,53% per quella spoletina”.
Sottolineata poi la questione dell’edilizia giudiziaria degli uffici perugini, per cui l’inizio dei lavori per completare l’iter per l’approvazione del progetto del nuovo complesso giudiziario a Perugia, in Piazza Partigiani, non è previsto prima dell’autunno 2024. Tuttora irrisolta la persistente, annosa, questione dell’edilizia giudiziaria, in quanto rimangono lontani i tempi di inizio dei lavori, previsti non prima
dell’autunno del 2024 del nuovo complesso giudiziario che sarà ubicato a
Perugia, in Piazza Partigiani, nei locali che all’epoca hanno ospitato il carcere
circondariale.

Nell’anno in esame i fenomeni criminali che destano maggiore preoccupazione nel territorio regionale per la Procura sono quelli relativi alla droga, ai furti in abitazione e alle infiltrazioni mafiose nel tessuto economico e finanziario.

 
 
 

Per quanto riguarda i furti in abitazione l’aumento di reati contro il patrimonio è arrivato a toccare un più 88,87%; tra questi, in particolare, vanno segnalati gli aumenti dei reati di rapina (27,93), furti in abitazione (25,37%), estorsione (21,23%).
I furti costituiscono il reato numericamente preponderante nel nostro distretto, raggiungendo 11.094 casi; di questi, 2.525 sono da inquadrarsi nella tipologia dei furti in abitazione.

In ordine ai reati collegati allo spaccio di sostanze stupefacenti, pur se si registra un calo
dei procedimenti (- 7,33), fa impressione il dato secondo cui da molti anni la regione Umbria
occupa i primi posti nella drammatica classifica delle morti per overdose in seguito
all’assunzione di sostanze stupefacenti.
E a proposito di spaccio di droga, seppure nel territorio manchino persuasivi segnali indicatori di una stabile presenza di consorterie mafiose, italiane o etniche; tuttavia, appare tangibile la presenza di associazioni criminali che, seppure prive dei connotati tipici dell’organizzazione mafiosa, ne mutuano i modelli di riferimento nella gestione in modo stabile ed organizzato di tipici settori criminali, quali lo spaccio di sostanze stupefacenti.

Per quanto riguarda specificamente i reati commessi in contesti familiari, nel periodo oggetto di rilevazione sono diminuiti i reati di violenza di genere (- 14,10%) e quelli di stalking (- 5,25%), mentre sono rimasti pressoché stazionari i reati di maltrattamenti in famiglia (- 0,86%) pari a 462 casi. Sono diminuiti i reati di pedofilia e pornografia (-34,07%), mentre sono aumentati i delitti contro la libertà sessuale (28,57%) nel numero di 216. Risultano numerose le richieste avanzate dall’ufficio distrettuale perugino di misure cautelari (oltre 70) in crescita rispetto all’anno precedente.

Mentre per quanto riguarda il numero di reati in materia di circolazione stradale, purtroppo, si ravvisa un incremento nei reati di omicidio colposo per violazione alle norme sulla circolazione stradale; passando infatti da 45 a 62 con una crescita del 37%.

Nella regione Umbria appare poi sempre più inquietante la presenza di una criminalità economica
diffusa che, come tale, pur non essendo diretta espressione di associazioni di criminalità
organizzata ne costituisce terreno fertile sia per l’infiltrazione che per un omertoso
dialogo delinquenziale. Si allude a tutta una serie di reati in allarmante aumento, quali
i reati di falso in bilancio (28,57%), violazioni finanziarie (26,42%), riciclaggio (44%),
autoriciclaggio (14,29%), usura (9%) e, soprattutto, bancarotte fraudolente patrimoniali
(81,44%).

Altro punto toccato è quello della situazione carceraria, con problemi di sovraffollamento per Orvieto e Terni. E a proposito fa impressione il numero dei suicidi dei detenuti: sono stati quattro nel 2023, con 26 tentativi di suicidio. In particolare è stata posta attenzione alla questione del carcere di Terni, dove si sono verificati 3 suicidi ed 8 tentativi di suicidio.
La popolazione detenuta alla data del 30 giugno 2023 rimane pressoché stabile nei quattro istituti umbri, con problemi di sovraffollamento per Orvieto e, soprattutto, Terni. In generale, a fronte di una capienza complessiva di 1.342 posti il totale delle presenze ammonta 1.394 unità, ulteriormente
aumentata a 1.468 alla data del 30 novembre 2023. eanche tentato,
si è verificato ad Orvieto, nessun suicidio è avvenuto a Spoleto, dove peraltro si sono
registrati 10 tentativi di suicidio. A Perugia si sono registrati 8 tentativi di suicidio ed un
suicidio; a Terni, invece, si sono registrati ben 3 suicidi ed 8 tentativi di suicidio.
La situazione è quindi allarmante ed il numero di suicidi nella casa circondariale ternana
desta enorme preoccupazione. Urge la riduzione della popolazione carceraria entro il
limite della capienza ed occorre riempire i vuoti di organico, sia della polizia
penitenziaria che del personale che opera all’interno della struttura carceraria, al fine di
rendere effettiva l’attività rieducativa.
“La situazione è quindi allarmante” – conclude il Procuratore che sottolinea “l’urgenza della riduzione della popolazione carceraria e di sanare i vuoti di organico”.


La relazione è stata anche pubblicata nel sito del Ministero della Giustizia.
Comunicato Stampa Inaugurazione Anno Giudiziario

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