Oltre 3.600 persone identificate, 68 denunce, 12 arresti e sequestri di droga e armi. Rafforzati i controlli anche dopo la fine della vigilanza speciale
Si è svolta ieri, giovedì 18 settembre, in Prefettura a Perugia la riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocata dal prefetto Francesco Zito per esaminare i dati relativi ai tre mesi di “zona rossa” a Fontivegge, l’area della stazione ferroviaria sottoposta a vigilanza rafforzata dal 16 giugno al 15 settembre 2025.
All’incontro erano presenti i vertici delle istituzioni e delle forze dell’ordine, tra cui il procuratore generale Sergio Sottani, il procuratore della Repubblica Raffaele Cantone, il presidente della Provincia Massimiliano Presciutti, il consigliere comunale delegato alla sicurezza Antonio Donato, il questore Dario Sallustio, insieme ai comandanti provinciali di Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia provinciale e Polizia locale.
Il bilancio dei controlli evidenzia 3.638 persone identificate (di cui 1.444 stranieri e 6 irregolari), 68 denunce, 12 arresti o fermi, 20 ordini di allontanamento e 1.354 veicoli controllati, con 5 sequestri amministrativi. Contestate anche 25 violazioni al Codice della strada, in 5 casi con ritiro della patente. Sequestrati infine 66 grammi di stupefacente e 2 armi.
Secondo quanto emerso, la pianificazione congiunta dei servizi ha prodotto un calo dei reati, più marcato nell’area di Fontivegge ma rilevato anche nel resto della città, dove i controlli sono proseguiti in maniera costante.
Il prefetto Zito ha espresso “un sentito ringraziamento” a forze di polizia e polizia locale per l’impegno profuso, sottolineando come “in una zona nevralgica come Fontivegge siano stati innalzati i livelli di sicurezza, anche percepita, rafforzando l’azione di prevenzione e contrasto ai fenomeni di illegalità e degrado”.
Alla luce dei risultati, è stato deciso di mantenere alta l’attenzione con nuovi servizi straordinari di controllo del territorio a Fontivegge, in particolare nei fine settimana, anche con operazioni ad “alto impatto”.








