I dati della Procura generale di Perugia: quasi 600 casi nel capoluogo, aumento a Terni e Spoleto. Crescono anche gli episodi tra adolescenti
Non solo celebrazione, ma occasione per riflettere su numeri che restano allarmanti. In vista della Giornata internazionale della donna, la Procura generale di Perugia richiama l’attenzione sull’emergenza della violenza di genere in Umbria.
Secondo i dati relativi al 2025, raccolti dalle Procure del distretto e trasmessi nei giorni scorsi alla Procura generale della Corte di Cassazione, lo scorso anno nella regione si sono verificati tre femminicidi.
Complessivamente sono stati iscritti 1.316 procedimenti per reati riconducibili al cosiddetto “Codice Rosso”, il sistema di tutela rafforzata per le vittime di violenza domestica e di genere. In circa 300 casi le Procure hanno disposto misure cautelari immediate.
Il numero più alto di procedimenti si registra alla Procura di Perugia, con quasi 600 fascicoli, dato che ha reso necessario il potenziamento degli strumenti organizzativi e investigativi, tra cui un turno dedicato alle urgenze per garantire interventi rapidi a tutela delle vittime.
In crescita anche i casi nelle altre Procure umbre. A Terni i procedimenti sono quasi raddoppiati negli ultimi due anni, arrivando a 380 nuovi fascicoli nel 2025. A Spoleto, dove ne sono stati registrati circa 350, è stato necessario rafforzare l’organico dedicato ai reati di violenza sessuale, atti persecutori e maltrattamenti.
La relazione segnala inoltre un aumento delle condotte violente nelle relazioni tra adolescenti, spesso legate anche a dinamiche digitali. Un fenomeno che, sottolinea la Procura generale, richiede interventi giudiziari tempestivi ma anche maggiori investimenti in educazione emotiva e relazionale.
Un ulteriore elemento emerge dai dati del sistema penitenziario: in Umbria i detenuti sono 1.714 nei quattro istituti regionali. Nella casa circondariale di Capanne, a Perugia – unico carcere con sezione femminile – le donne detenute sono 73 su un totale di 501 presenti nella struttura. Rappresentano circa il 14,5% della popolazione dell’istituto e il 4,3% di quella carceraria regionale, percentuale in linea con il dato nazionale.

Nella giornata di oggi il procuratore generale Sergio Sottani è a Roma, presso la Procura generale della Cassazione, per una riunione dedicata al confronto sulla nuova disciplina del femminicidio e sugli ultimi interventi normativi legati al Codice Rosso.
“La Festa della Donna – si legge nella nota – non è soltanto un momento di celebrazione, ma un’occasione di consapevolezza e responsabilità collettiva”. Secondo la Procura generale, alla risposta penale devono affiancarsi politiche di prevenzione, formazione e sostegno alle vittime, oltre a un più ampio impegno culturale contro la violenza di genere.








