Code chilometriche all’innesto con il raccordo e torna centrale il nodo di Perugia, fermo da oltre vent’anni
Ancora disagi sull’asse viario più congestionato dell’Umbria. Ieri mattina, all’innesto tra la E45 e il raccordo Perugia-Bettolle, due incidenti avvenuti a breve distanza hanno causato pesanti rallentamenti e lunghe code in direzione del capoluogo. Il primo sinistro, una carambola che ha coinvolto cinque veicoli, ha paralizzato il traffico per diversi chilometri. Poco dopo, un secondo scontro tra due auto ha aggravato la situazione. Nessuna conseguenza grave per le persone coinvolte.
L’episodio riporta in primo piano l’annosa questione del nodo di Perugia, infrastruttura chiave per la mobilità regionale, il cui progetto – almeno per il primo tratto tra Collestrada e Madonna del Piano – è bloccato da oltre due decenni. Al momento mancano i finanziamenti statali e il tema resta al centro del confronto politico regionale.
La Regione Umbria ha recentemente avanzato una richiesta formale al ministero delle Infrastrutture e ad Anas per un investimento complessivo di un miliardo di euro, necessario a completare l’intero tracciato fino all’ospedale di Perugia e a Corciano. L’opera è considerata strategica per superare un collo di bottiglia che quotidianamente penalizza cittadini e imprese.
Nel frattempo procedono altri interventi già finanziati: tra questi l’ampliamento delle rampe di Ponte San Giovanni, dal valore di 60 milioni di euro, con cantieri previsti a partire tra quest’anno e il prossimo e conclusione non prima del 2030. In corso anche i lavori alla galleria Pallotta sul raccordo, un intervento da 52 milioni di euro che si svilupperà prevalentemente in orario notturno per contenere i disagi.
Un quadro che conferma come, in assenza di una soluzione strutturale, il nodo della viabilità perugina resti una criticità quotidiana.




