Il processo si è svolto a porte chiuse, entro novanta giorni la sentenza
Si è svolto ieri il processo dibattuto a porte chiuse davanti ai giudici Carla Maria Giangamboni, Lidia Brutti ed Elena Mastrangeli,contro l’ex sacerdote, difeso dall’avvocato Luca Gentili. Il prete, noto come Don Antonio, è accusato di prostituzione nei confronti di minori e pedopornografia. I fatti contestati risalgono a febbraio del 2020.
Don Antonio originario della provincia di Palermo, è stato condannato ad un anno e sei mesi con l’accusa di aver convinto a trascorrere una notte con lui due fratelli minorenni,rispettivamente di 13 e 17 anni, in cambio di regali e soldi per prestazioni sessuali, secondo il PM “mostrandosi a loro completamente nudo nella propria abitazione, in cui aveva fatto accedere i giovani e dormire con la scusa di aiutarlo per assistenza nei movimenti durante la notte”. Il pubblico ministero Patrizia Mattei aveva chiesto due anni e tre mesi.
Il prete malgrado la sua sospensione aveva continuato ad indossare la tunica ed, a seguito di una segnalazione di alcuni genitori ai carabinieri di Ponte San Giovanni, era stato notato a passeggiare con i ragazzini. Dalla documentazione rinvenuta nelle indagini degli agenti sarebbero emersi scottanti documenti e video contenuti in computer e telefonini, dove si evincono presunti atti sessuali compiuti da minori.
Nell’accusa verrebbe confermata la tesi che le video registrazioni raffiguranti giovanissimi in età adolescenziale, intenti a consumare i rapporti sessuali, sarebbero stati reperiti tramite l’account Facebook, registrato sotto pseudonimo, con il quale lo stesso prete partecipava a chat di gruppo preordinate alla diffusione di contenuti pedopornografici.






