Visite istituzionali nel penitenziario perugino: sotto la lente sovraffollamento, carenza di personale e condizioni di vita. Dalla Regione 462mila euro per formazione e reinserimento
Il carcere di Capanne e le criticità della struttura penitenziaria perugina sono stati al centro delle visite istituzionali che si sono svolte giovedì 3 settembre nell’ambito dell’iniziativa “Ristretti in agosto”. Tra i temi principali il sovraffollamento, la carenza di personale, le condizioni di vita dei detenuti e soprattutto il previsto ampliamento della casa circondariale, che porterà al raddoppio dei posti detentivi.
A Capanne si è recato l’assessore al Welfare della Regione Umbria Fabio Barcaioli, che ha incontrato la direzione, il personale e gli operatori dell’istituto. Un confronto dedicato sia alle condizioni delle persone detenute sia a quelle di chi lavora quotidianamente all’interno del penitenziario.
Proprio l’ampliamento rappresenta uno dei nodi principali. «Un intervento di queste dimensioni richiede una riflessione condivisa tra tutte le istituzioni del territorio – ha sottolineato Barcaioli – per comprendere cosa significherà per l’organizzazione del carcere e per la città di Perugia, ma anche sulla capacità di accompagnare le persone detenute nei percorsi di reinserimento, che coinvolgeranno necessariamente la Regione Umbria».
Nel corso dell’incontro sono state affrontate anche le novità introdotte dalle recenti riforme in materia penitenziaria, compresa la disciplina relativa agli spazi per l’affettività.

Dalla Regione 462mila euro per formazione e reinserimento
Sul fronte del reinserimento sociale, la Regione Umbria ha pubblicato l’avviso G.I.O.I.S. – Giustizia, Inclusione, Opportunità e Inserimento sociale, con una dotazione di 462.090 euro per il periodo 2026-2028, finanziata attraverso il PR Umbria FSE+ 2021-2027.
Le risorse sono destinate a percorsi di formazione, riqualificazione professionale e inclusione attiva rivolti agli adulti sottoposti a esecuzione penale nella Casa Circondariale di Perugia Capanne, nella Casa di Reclusione di Spoleto e nell’Istituto a Custodia Attenuata di Orvieto.
Le attività saranno definite sulla base dei fabbisogni formativi rilevati nei diversi istituti e potranno comprendere lezioni in aula, laboratori, orientamento, tutoraggio e accompagnamento.
«Non dobbiamo mai dimenticare le persone detenute, né le condizioni nelle quali vivono e affrontano il proprio percorso – ha aggiunto Barcaioli –. Il reinserimento sociale passa dalla possibilità di arrivare alla fine della pena con strumenti diversi da quelli con cui la si è iniziata».
Durante la visita la direttrice della Casa Circondariale di Perugia Capanne, Antonella Grella, ha inoltre comunicato l’imminente conclusione del proprio incarico alla guida della struttura.
In visita anche la delegazione della Provincia
Nella stessa giornata hanno visitato Capanne anche il vicepresidente della Provincia di Perugia Riccardo Vescovi e il consigliere provinciale Andrea Bacelli, aderendo all’iniziativa promossa dall’Osservatorio Carcere dell’Unione delle Camere Penali Italiane.
La visita, riferisce la Provincia, ha consentito alla delegazione di verificare direttamente le condizioni di vita all’interno del penitenziario, con particolare attenzione alle difficoltà provocate durante l’estate dalle alte temperature nelle celle e dalla permanenza prolungata in spazi ristretti.
L’Osservatorio ha richiamato anche il quadro nazionale: al 2 luglio 2026 nelle 189 strutture penitenziarie italiane risultavano 64.758 detenuti a fronte di 51.183 posti regolamentari, dei quali soltanto 46.423 effettivamente disponibili, con un tasso di affollamento vicino al 140 per cento.
Le visite a Capanne hanno così riportato l’attenzione sulle criticità attuali del penitenziario e, allo stesso tempo, sulle conseguenze che il previsto ampliamento potrà avere per la struttura e per il territorio.














