Furto di un tir Nestlé partito da San Sisto: oltre 400mila barrette scomparse, rischio carenze prima di Pasqua e indagini in corso
Un intero camion carico di cioccolato svanito nel nulla, senza lasciare tracce. È il giallo che sta tenendo con il fiato sospeso la filiera logistica europea di Nestlé: 12 tonnellate di Kit Kat, pari a oltre 400mila barrette, sono state rubate durante il trasporto dallo stabilimento di San Sisto verso il Nord Europa.
Il furto, reso noto dalla stessa multinazionale, risalirebbe alla scorsa settimana. Il tir era partito dall’Umbria con destinazione finale la Polonia, attraversando diversi Paesi lungo un tragitto stimato tra i 1.250 e i 1.350 chilometri. Da un certo punto in poi, però, del mezzo si sono perse completamente le tracce.
La scomparsa nel nulla
Non è stato ancora chiarito dove sia avvenuto il colpo. Nestlé, al momento, non ha fornito dettagli precisi sul luogo della sparizione, limitandosi a confermare che «il veicolo e il suo contenuto risultano ancora irrintracciabili». Un dettaglio che lascia aperti diversi scenari: dal furto organizzato lungo la tratta a una possibile sottrazione durante una sosta programmata.
Le autorità locali, insieme ai partner della catena di approvvigionamento, hanno avviato un’indagine coordinata per rintracciare sia il camion sia il carico. Un’operazione complessa, considerando la natura internazionale del trasporto e la quantità di merce coinvolta.

Non si tratta di una spedizione qualsiasi. Secondo quanto emerso, il carico rappresentava una delle forniture più importanti dell’anno per il celebre marchio di snack al cioccolato. Un furto che rischia di avere ripercussioni concrete sugli scaffali, soprattutto in vista delle festività pasquali.
«Il furto può portare a una carenza di Kit Kat sugli scaffali», ha fatto sapere Nestlé, evidenziando come i consumatori potrebbero incontrare difficoltà nel reperire il prodotto nelle prossime settimane. Un’eventualità che preoccupa la grande distribuzione, già alle prese con la gestione delle scorte stagionali.
Il rischio mercato nero
C’è poi un altro fronte aperto: quello della possibile immissione della merce rubata in canali paralleli. L’azienda non esclude che le barrette possano finire sul mercato nero europeo, magari a prezzi ribassati e fuori dai circuiti ufficiali.
Tuttavia, ogni confezione è dotata di codici identificativi univoci, che potrebbero rivelarsi decisivi per tracciare i prodotti e risalire ai responsabili. Un elemento che potrebbe scoraggiare la rivendita su larga scala, ma che non esclude tentativi di smistamento illegale. Le ricerche proseguono serrate, con il coinvolgimento di più Paesi e delle reti logistiche internazionali. Al momento, però, del camion fantasma non c’è alcuna traccia.
Un furto insolito per dimensioni e modalità, che apre interrogativi sulla sicurezza dei trasporti su lunga distanza e sull’eventuale presenza di organizzazioni strutturate dietro il colpo. Nel frattempo, resta l’incognita principale: dove sono finite le 12 tonnellate di Kit Kat?


















