Dopo l’espulsione per presunto radicalismo, il tribunale archivia: i quattro migranti puntano a tornare in Italia con un maxi indennizzo
Erano stati espulsi dall’Italia nel 2022 con l’accusa di terrorismo, ma oggi il tribunale ha archiviato tutto e loro vogliono giustizia. Si tratta di quattro nordafricani — tre marocchini e un tunisino, di età compresa fra i 39 e i 57 anni — residenti in provincia di Perugia, regolarmente occupati e con figli minori nati in Italia.
L’inchiesta, avviata sulla base di intercettazioni telefoniche e post sui social, li aveva accusati di fare parte di un’associazione terroristica e di istigare a delinquere. Nel 2023 il caso è stato chiuso: accuse definite infondate.
Nel frattempo, però, i quattro hanno perso tutto: permesso di soggiorno revocato e rimpatrio forzato, famiglie lasciate senza sostegno. Ora, tramite l’avvocato Hilarry Sedu, chiedono allo Stato un risarcimento di due milioni di euro. «Lo Stato deve ammettere quando sbaglia», spiega il legale, che punta a farli rientrare per riunire i genitori ai figli.






