Ciro Zeno (Filt Cgil Umbria) da Orvieto: “Servizi a rischio, basta attese. Fermare subito il piano del governo o sarà default ferroviario”
“Il processo di privatizzazione di Ferrovie dello Stato va interrotto ora, prima che sia troppo tardi. È questa la nostra battaglia per difendere i pendolari umbri e il diritto alla mobilità”. L’allarme arriva da Ciro Zeno, segretario generale di Filt Cgil Umbria, intervenuto lunedì 7 luglio davanti alla stazione ferroviaria di Orvieto per denunciare i pesanti disservizi che colpiscono le linee Firenze-Roma, Perugia-Foligno e Terni-Roma.
Zeno ha parlato di “tempi di percorrenza inaccettabili”, con viaggi che da Perugia a Roma durano anche quattro ore, tre da Foligno e due da Terni o Orvieto. “Così si condanna l’Umbria all’isolamento infrastrutturale – ha dichiarato –. È evidente che serve un cambio di rotta nelle scelte strategiche del governo, altrimenti le nostre comunità resteranno tagliate fuori”.
Il segretario della Filt Cgil ha riconosciuto il valore delle recenti iniziative istituzionali: “Positiva la mobilitazione dei sindaci e la posizione espressa dalla Regione Umbria. Ma non basta: occorre una presa di posizione chiara, formale, da indirizzare ai ministri Salvini e Giorgetti per chiedere lo stop della privatizzazione”.

Secondo Zeno, il rischio concreto è lo smantellamento progressivo del servizio pubblico: “Nel 2026 gli Intercity – oggi parte del servizio universale garantito dal Ministero – verranno messi a gara. Sarà la fine della qualità e dell’equità nel trasporto ferroviario. Lo stesso accadrà con il trasporto regionale, esponendo i territori più deboli a ulteriori tagli”.
Il nodo centrale, per Filt Cgil, è la funzione sociale del trasporto pubblico: “Se si privilegia solo la logica del profitto, il servizio diventerà sempre più esclusivo e inaccessibile. È in gioco il diritto alla mobilità per migliaia di persone che ogni giorno devono spostarsi per lavoro, studio o salute”.
Da qui l’appello finale del sindacato: “Serve un fronte istituzionale e territoriale unito, senza divisioni politiche, per salvare il trasporto ferroviario e garantire un futuro connesso all’Umbria. Chiediamo un impegno concreto e immediato. Non c’è più tempo da perdere”.




