Cerimonia in Sala Consiliare per il 105° compleanno dell’Appuntato in quiescenza: riconoscimento alla sua vita di servizio e alla memoria del Novecento
Orvieto rende omaggio a una figura simbolo della memoria storica e del servizio allo Stato. Nella giornata odierna, presso la Sala Consiliare del Comune, il sindaco di Orvieto Roberta Tardani, alla presenza del questore di Terni Michele Abenante, ha consegnato le chiavi della città a Michelangelo Onigi, Appuntato di Pubblica Sicurezza in quiescenza, quale segno di profondo riconoscimento istituzionale per una lunga e onorata vita al servizio delle istituzioni.
Un momento solenne e denso di significato, che va oltre il tributo formale. Michelangelo Onigi rappresenta infatti una testimonianza vivente della memoria del Novecento: sopravvissuto al campo di concentramento nazista di Buchenwald, ha conosciuto la negazione assoluta dei diritti umani, un’esperienza estrema che ha segnato profondamente il suo percorso umano e che rende ancora più significativo il successivo impegno nelle istituzioni della Repubblica, fondate sui valori di libertà, democrazia e dignità della persona.


L’iniziativa si inserisce in un più ampio progetto condiviso tra la Questura di Terni e l’Amministrazione comunale di Orvieto, volto a celebrare, nella data del 16 gennaio, il 105° compleanno dell’Appuntato Onigi. Un momento pensato per valorizzare la memoria storica, i valori fondanti dello Stato democratico e il servizio reso alla Polizia di Stato.

Nato nel 1921, Michelangelo Onigi ha prestato servizio nel Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza a partire dal 16 dicembre 1946. Collocato in congedo nel 1979, nel corso della sua vita è stato destinatario di numerose e prestigiose onorificenze militari e civili, tra cui due Croci al Merito di Guerra, la Medaglia d’Argento al Merito di Servizio conferita dal Ministero dell’Interno nel 1962 e, nel 2021, l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
A conclusione della cerimonia, il questore Michele Abenante ha sottolineato come «iniziative come questa rafforzano il legame tra la Polizia di Stato e il territorio e rappresentano un doveroso atto di gratitudine verso chi, dopo aver conosciuto la negazione assoluta dei diritti umani, ha scelto di servire lo Stato democratico». Un messaggio che riassume il senso profondo di una giornata dedicata alla memoria, alla riconoscenza e ai valori condivisi.















