La Guida Michelin 2026 segna un nuovo corso per l’alta cucina italiana, tra giovani talenti emergenti e un nome storico che scivola fuori dall’Olimpo gastronomico.
L’edizione 2026 della Guida Michelin sembra segnare una netta linea di demarcazione tra un passato glorioso e un futuro fatto di nuovi protagonisti. La perdita della stella da parte di Vissani è un segnale forte: lo stile di cucina, le scelte organizzative e l’evoluzione del locale non hanno convinto gli ispettori, in un panorama che si fa sempre più competitivo e orientato alla ricerca, alla sostenibilità e alla personalità dello chef.
Allo stesso tempo, la crescita di nuovi talenti conferma che l’Italia continua a essere un laboratorio gastronomico vivo, coraggioso e in trasformazione. La tradizione non basta più: a guidare la nuova era sono idee fresche, tecniche innovative e una visione contemporanea dell’esperienza culinaria.
La 71esima edizione italiana della Guida Michelin, presentata al Teatro Regio di Parma, ridisegna la mappa dell’eccellenza culinaria nazionale. Il protagonista assoluto è Michelangelo Mammoliti, chef de La Rei Natura a Serralunga d’Alba, che conquista le tre stelle e raggiunge il ristretto gruppo dei grandi della gastronomia italiana.
Tra le sorprese più commentate figura però la retrocessione di Gianfranco Vissani. Il celebre chef umbro, da anni considerato uno dei padri della cucina italiana contemporanea, appare nell’elenco dei locali che non confermano la stella. Non è la prima volta che accade: il ristorante di Baschi aveva ottenuto la prima stella nel 1994, la seconda nel 1995 e l’aveva mantenuta fino al 2019, anno in cui ne perse una. Nel 2026 scompare del tutto dalla guida stellata, un epilogo che segna simbolicamente un percorso discendente iniziato dopo la decisione di cedere la guida del locale al figlio Luca, probabilmente meno incisivo e meno carismatico ai fornelli rispetto al padre.
Dalla nuova guida emerge però anche una ventata di rinnovamento, con riconoscimenti a giovani chef che rappresentano la nuova energia della ristorazione italiana. Tra loro spiccano Jacopo Ticchi del ristorante Da Lucio a Rimini e Gian Marco Bianchi del Madrigale Nuova Cucina Rurale di Tivoli, entrambi premiati con una stella.
Nel complesso, la Michelin 2026 conta 15 ristoranti tristellati, tra cui Piazza Duomo, Villa Crespi, Da Vittorio, Le Calandre, Osteria Francescana, Uliassi e La Pergola. Sono 38 i locali con due stelle, con due nuove entrate: Famiglia Rana a Oppeano, guidato da Francesco Sodano, e I Tenerumi a Vulcano, guidato da Davide Guidara. Le stelle singole sono 341, con ventidue nuovi ingressi distribuiti in tutta Italia, tra cui Abba e Procaccini a Milano, Porcino a Badia, Zunica 1880 a Sant’Omero, Sciabola a Forte dei Marmi, Cavallino a Maranello, Luca’s by Paulo Airaudo a Firenze, Ineo e La Terrazza a Roma, Cracco a Portofino e altri.















