Nota del presidente Vincenzo Donvito Maxia
Secondo il Dipartimento della Pubblica Sicurezza nello scorso dicembre si è registrato il 26,9% in più di denunce nell’ambito dell’attività di contrasto dei botti di Capodanno. “Le cronache di queste ore – si legge in una nota di Aduc a firma del presidente Vincenzo Donvito Maxia – di quanto accaduto nella notte di San Silvestro sembrano un bollettino di guerra, tra feriti e morti, e sono impressionanti i numeri di agenti di pubblica sicurezza mobilitati per l’ordine pubblico nella notte di Capodanno (1200 a Roma e 880 a Milano, per esempio)”.
“Non abbiamo ancora presunti squilibrati – prosegue Maxia – che tranciano la folla con bolidi a tutta velocità e lasciamo decine di morti come, per esempio, a New Orleans o nei giorni scorsi a Magdeburgo, ma non ci sarà da stupirsi tanto se saremo vittime a breve anche di simili atti. Opera di squilibrati, come dicono in alcuni casi? Casualità, disattenzione, pretesti o salute instabile… di fatto si tratta di episodi in crescita e talvolta anche con violenze maggiori rispetto al passato”.
“E’ bene rimarcare – sottolinea il presidente di Aduc – che quest’anno gli appelli, i divieti (mai tanti Comuni avevano emesse ordinanze in merito) e i controlli sono stati maggiori… ma i risultati sembra siano stati inversamente proporzionali. Che succede?
Crediamo che il rapporto tra autorità/istituzioni e cittadini sia più logorato. Cittadini meno propensi non solo al rispetto di un altro vissuto come limite ad un se stesso senza accortezze umane e civili, ma soprattutto cittadini che danno scarso ascolto e fiducia alla pubblica amministrazione”.
“In un Paese dove va a votare anche meno della metà degli aventi diritto – aggiunge Maxia -, dove è forte l’invito all’illegalità (fiscale soprattutto) anche per livelli minimi di sussistenza, dove i diritti sanciti (quelli sanitari e della giustizia, per esempio) sono sgretolati… in questo Paese, i fatti irrispettosi ed incresciosi di questa notte di passaggio al 2025 sembrano normalità. In crescendo.
Dove l’eco del messaggio politico e civico del presidente della Repubblica, di pari passo con quello spirituale del papa della nostra più diffusa religione, con un’altrettanta eco formale quanto totale di condivisione, sembrano litanie destinate a durare il momento in cui sono state pronunciate e commentate.
Sembra quasi la tangibile realtà del detto ‘chi semina vento raccoglie tempesta’”.
“Segnali, tendenze e tristezze – conclude Maxia – che chi governa e fa le leggi dovrebbero considerare con attenzione, chè senza questa, i cittadini sono distratti da un quotidiano di scarsa felicità”.





