Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil: “Azienda allo sbando, situazione non più sostenibile. Pronti a mobilitazioni e azioni legali”
Continua a peggiorare la crisi della Sangraf di Narni Scalo. I lavoratori dello stabilimento, infatti, sarebbero ancora senza stipendio e senza il pagamento delle spettanze arretrate. A denunciare la situazione sono i sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, che parlano apertamente di un’azienda “allo sbando” e accusano la proprietà di mantenere un “silenzio assordante”.
In una nota congiunta diffusa mercoledì 21 maggio, i segretari territoriali Stefano Ribelli (Filctem Cgil), Simone Sassone (Femca Cisl) e Doriana Gramaccioni (Uiltec Uil) esprimono forte preoccupazione per il futuro del sito produttivo di Narni Scalo e per le condizioni dei dipendenti.
“La situazione dello stabilimento Sangraf di Narni Scalo è ormai fuori controllo – dichiarano i sindacati –. Anche questo mese stipendi e spettanze arretrate non sono stati pagati ai lavoratori e alle lavoratrici. Un fatto gravissimo che si ripete ormai regolarmente e che certifica una gestione irresponsabile e totalmente inadeguata dell’azienda”.
Secondo le organizzazioni sindacali, a rendere ancora più grave il quadro sarebbe il comportamento della proprietà, accusata di non fornire spiegazioni né confronti con i dipendenti e con le parti sociali.
“Ancora più inaccettabile è l’atteggiamento della proprietà – proseguono Ribelli, Sassone e Gramaccioni – che, dopo aver mostrato arroganza anche nel confronto presso il Ministero, continua a trincerarsi nel silenzio più totale. Nessuna comunicazione, nessuna spiegazione, nessun rispetto verso chi ogni giorno manda avanti lo stabilimento con sacrificio e dignità”.
I sindacati sottolineano come la situazione sia ormai “non più sostenibile” e chiedono un intervento immediato del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) e delle istituzioni competenti per salvaguardare occupazione, salari e continuità produttiva del sito industriale narnese.
“Non permetteremo che l’ennesima crisi industriale venga scaricata esclusivamente sulle spalle dei lavoratori e del territorio”, affermano le sigle sindacali, annunciando possibili iniziative di mobilitazione e azioni legali nel caso in cui non arrivino risposte concrete dalla proprietà.
“Se dalla proprietà non arriveranno risposte immediate e concrete – concludono – saranno attivate tutte le iniziative di mobilitazione e le azioni legali necessarie a tutela dei lavoratori e delle lavoratrici. Chi pensa di poter continuare nel silenzio e nell’irresponsabilità sappia che il sindacato non farà un passo indietro”.















