Chiesto al Mimit un tavolo urgente per fermare il declino del sito di Narni e salvaguardare occupazione e filiera siderurgica
Come riport Rai news si aggrava la crisi della Sangraf, con lo stabilimento di Narni Scalo completamente fermo e nessun piano concreto di rilancio all’orizzonte. Secondo i sindacati, le prospettive annunciate dalla proprietà cinese, subentrata nel 2018, sono ormai definitivamente naufragate.
L’impianto, unico sito produttivo italiano di elettrodi di grafite per forni fusori ad arco elettrico, è inattivo da tempo e privo persino di un programma di manutenzione ordinaria. I lavoratori, attualmente in cassa integrazione fino a metà maggio, denunciano inoltre il mancato versamento dei contributi previdenziali da cinque mesi.
Non sono bastati né l’ingresso nel gruppo multinazionale Sanergy né l’inserimento nella filiera nazionale legata ai progetti sull’idrogeno verde finanziati dal Pnrr a garantire la continuità produttiva.
Di fronte a uno scenario sempre più critico, le organizzazioni sindacali chiedono l’apertura immediata di un tavolo di crisi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, sollecitato anche dalla Regione Umbria. Obiettivo: trovare soluzioni concrete per salvaguardare occupazione e futuro industriale del sito.



















