Il sindaco di Gubbio apprezza l’intervento della presidente della Regione sulla sicurezza della SS 219: «Non è più solo una questione viaria, ma umana, civile e morale»
«Bene l’intervento della presidente Proietti. Ora serve un fronte istituzionale serio, concreto e senza polemiche». È la posizione espressa dal sindaco di Gubbio, Vittorio Fiorucci, dopo la lettera con cui la presidente della Regione Umbria ha chiesto al Ministero delle Infrastrutture e ad Anas interventi immediati per aumentare la sicurezza lungo la SS 219 Pian d’Assino.
Il primo cittadino eugubino ha accolto positivamente la presa di posizione della governatrice, sottolineando come il tema della sicurezza sulla principale arteria che collega Gubbio al resto della regione abbia ormai assunto una dimensione che va oltre gli aspetti legati alla mobilità.
«La presidente Proietti ha posto con chiarezza un tema che per Gubbio non è più soltanto viario, ma umano, civile e morale. La Pian d’Assino è un’arteria fondamentale per il nostro territorio, ma continua purtroppo a essere segnata da incidenti gravissimi e da vite spezzate», afferma Fiorucci.
Il riferimento è anche all’ultimo drammatico incidente avvenuto nei pressi dello svincolo di Padule, nel quale sono rimasti coinvolti tre giovani eugubini e che è costato la vita al ventiduenne Cristian Cappannelli. Una tragedia che ha profondamente colpito la comunità locale e che, secondo il sindaco, impone alle istituzioni di passare dalle parole ai fatti.

«Di fronte a una tragedia simile non servono parole gridate. Serve il dovere serio delle istituzioni. Alle famiglie coinvolte va prima di tutto la vicinanza della città; poi deve venire il lavoro, quello vero, per ridurre il rischio e dare risposte», aggiunge.
Sicurezza immediata e prospettive di raddoppio
Per l’amministrazione comunale è positivo che la Regione abbia chiesto al Ministero e ad Anas interventi urgenti su due livelli: la messa in sicurezza dell’attuale tracciato e una prospettiva strutturale di potenziamento e raddoppio della carreggiata.
Fiorucci ricorda inoltre che il tema non nasce oggi. Già nel 2024 il Ministero delle Infrastrutture aveva sollevato la questione della sicurezza della Pian d’Assino, in particolare nel tratto tra Gubbio Est e Branca, mentre la precedente Giunta regionale aveva formalmente chiesto interventi per migliorare le condizioni dell’arteria e valutare il raddoppio.
«Esiste già una traccia istituzionale importante. Il Governo nazionale aveva posto il tema, la precedente Giunta regionale lo aveva formalmente ripreso, il Comune di Gubbio lo ha rilanciato con forza e oggi l’attuale presidente della Regione imprime un’ulteriore accelerazione. Questa continuità istituzionale è un valore. Ora però va trasformata in atti, tempi, progettazioni e risorse», sottolinea il sindaco.
Le richieste del Comune ad Anas
Nel prossimo confronto con Anas, già in agenda, il Comune presenterà una serie di richieste operative: un piano urgente di messa in sicurezza del tratto Gubbio Est-Branca, la realizzazione di piazzole di controllo e sosta tecnica, il completamento dell’iter per l’attivazione dei sistemi di controllo della velocità, l’acquisizione di dati aggiornati sul traffico e sull’incidentalità e l’avvio di uno studio di fattibilità per il raddoppio o il potenziamento della SS 219.
Tra le proposte figura anche l’istituzione di un tavolo tecnico permanente con Anas, Regione Umbria, Provincia, Prefettura e forze dell’ordine per monitorare la situazione e definire un cronoprogramma degli interventi.
«La sicurezza immediata non può attendere la grande opera, ma la grande opera non può continuare a restare soltanto una prospettiva astratta. Servono entrambi i livelli», evidenzia Fiorucci.
«Gubbio non può più aspettare»
Il sindaco ricorda infine il ruolo strategico della Pian d’Assino per i collegamenti tra Gubbio, Branca, la SS 318, la E45, Perugia e le Marche, un’infrastruttura percorsa quotidianamente da lavoratori, studenti, mezzi pesanti, utenti dell’ospedale di Branca e flussi turistici.
«Accogliamo positivamente l’intervento di Proietti e confermiamo la piena disponibilità del Comune a lavorare con Regione, Ministero, Anas, Prefettura, Provincia e forze dell’ordine. La comunità eugubina non chiede promesse e non cerca scontri: chiede sicurezza, rispetto e risposte verificabili. Dopo tante parole e tante tragedie, il tempo della responsabilità è adesso. Gubbio non può più aspettare», conclude il sindaco.















