Conclusi gli interventi di messa in sicurezza delle alberature. Grazie ai fondi FAI e ai lavori di restauro del Villino, prende avvio una nuova fase di valorizzazione del parco ottocentesco
Parco Ranghiasci riaprirà al pubblico sabato 31 gennaio, dopo la chiusura necessaria per gli interventi di messa in sicurezza legati alle alberature. Un’accurata analisi fitosanitaria, condotta dall’agronomo Mauro Frattegiani su oltre 500 alberi, ha permesso al Comune di Gubbio di intervenire puntualmente, restituendo alla città uno dei suoi luoghi più iconici in condizioni di piena sicurezza.
Realizzato a metà Ottocento dal marchese Francesco Ranghiasci Brancaleoni con l’influenza della paesaggista Matilde Hobhouse, il parco è un raro esempio di giardino all’inglese, capace di incorniciare scorci suggestivi della città medievale.
La riapertura segna anche l’avvio di una nuova fase di tutela e valorizzazione. Il progetto di riqualificazione, vincitore del bando FAI “I Luoghi del Cuore” 2025, prevede un investimento di 25 mila euro per il recupero del giardino del Tempietto e delle strutture storiche, oltre alla piantumazione di nuovi ippocastani. Parallelamente, sono iniziati i lavori di restauro del Villino, per un importo di circa 150 mila euro, con conclusione prevista a giugno 2026.
Non v’è dubbio alcuno che con la riapertura di Parco Ranghiasci Gubbio riabbraccia uno dei suoi spazi più identitari, simbolo di bellezza, storia e rinascita.




