Pioggia incessante e freddo insolito non fermano la storica corsa: nessun incidente e grande partecipazione fino alla scalata del Monte Ingino
Si è conclusa alle 19.52, senza incidenti né particolari problemi, la tradizionale e appassionante Festa dei Ceri di Gubbio, quest’anno segnata da una pioggia incessante che ha accompagnato i partecipanti per tutta la manifestazione. A rendere ancora più impegnativa la corsa anche un freddo insolito per il mese di maggio.
Come da tradizione, anche questa volta sono stati i ceraioli di Sant’Ubaldo a chiudere dietro di sé il portone della Basilica, confermando il legame storico e simbolico con il patrono della città.
La corsa è partita alle ore 18 con l’“Alzatella” in via Savelli. I Ceri hanno attraversato a grande velocità la Calata dei Neri fino a via Cairoli, sede della prima sosta. Successivamente i protagonisti hanno affrontato il secondo tratto, lungo circa 900 metri, percorrendo la Calata dei Ferranti e transitando per San Francesco e San Martino fino alla nuova fermata in cima a via dei Consoli.
Dopo le tradizionali “girate della sera” in Piazza Grande, i Ceri hanno proseguito lungo via XX Settembre e attraverso gli strettissimi Buchetti, fino all’ultima sosta davanti alla porta di Sant’Ubaldo.
Alle 19.42 è quindi iniziata la spettacolare e durissima ascesa al Monte Ingino: un percorso lungo 1.565 metri con una pendenza del 20%, caratterizzato da otto tornanti e nove rettilinei, affrontato con straordinaria determinazione dai ceraioli.
Anche quest’anno il cero di Sant’Ubaldo è riuscito a entrare per primo nella Basilica, lasciando momentaneamente fuori San Giorgio e Sant’Antonio, entrati pochi minuti dopo al termine dei festeggiamenti nel chiostro e dello storico “scavijamento” del cero del patrono.

























