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Home » Gubbio porta il suo modello di restauro in Giordania: al via il progetto “Rebuild”
Gubbio

Gubbio porta il suo modello di restauro in Giordania: al via il progetto “Rebuild”

admin03 Mins ReadFebbraio 13, 2026
 

Kick off meeting a Perugia: cooperazione internazionale, formazione e sviluppo turistico al centro del programma

Gubbio rafforza il proprio ruolo nella cooperazione internazionale e torna protagonista in un progetto rivolto alla valorizzazione del patrimonio edilizio e culturale. Lo scorso 10 febbraio, negli spazi di Formedil Perugia, si è svolto il kick off meeting del progetto “Rebuild”, iniziativa che punta sul recupero architettonico come strumento di sviluppo economico e turistico in Giordania.

All’incontro ha partecipato l’assessore allo Sviluppo Economico Micaela Parlagreco, in rappresentanza dell’amministrazione comunale, portando il saluto istituzionale del sindaco e della giunta. Per il Comune di Gubbio si tratta di una nuova tappa in un percorso già avviato negli anni precedenti, grazie a esperienze maturate in Palestina e nella stessa Giordania.

 

Gubbio, infatti, era già stata ente capofila del progetto concluso nel 2021, “Poli integrati per la formazione e la qualificazione professionale e imprenditoriale nelle costruzioni in Palestina e Giordania”, sostenuto dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo con un investimento complessivo di circa 1,8 milioni di euro. L’iniziativa aveva consentito di sviluppare standard professionali e percorsi formativi nel settore delle costruzioni, con particolare attenzione alla sicurezza nei cantieri.

Tra i risultati raggiunti, la definizione di procedure e certificazioni per figure come addetti alle emergenze, preposti, addetti ai ponteggi e operai edili, oltre all’attivazione di percorsi di qualificazione e all’istituzione di due centri permanenti di formazione a Ramallah e ad Amman. Nonostante la pandemia, l’attività didattica non si era fermata, con l’obiettivo di realizzare almeno 40 corsi di specializzazione.

Il nuovo progetto “Rebuild”, che avrà una durata triennale e terminerà a settembre 2028, intende proseguire su questa linea, rilanciando il tema del recupero architettonico di qualità come elemento strategico per creare lavoro, sostenere l’occupazione giovanile e rafforzare l’attrattività turistica.

Nel suo intervento, l’assessore Parlagreco ha sottolineato come il legame tra Gubbio e l’arte del costruire rappresenti un tratto identitario profondo. «Gubbio vive di pietra, di memoria e di costruzione consapevole – ha dichiarato –. Il nostro patrimonio non è solo fatto di edifici e monumenti, ma di una cultura del costruire fondata sull’attenzione alla materia e sul rispetto della storia che ogni muro racconta».

Un modello che, secondo l’assessore, trasforma il restauro in un atto di responsabilità collettiva: recuperare un edificio significa tutelare l’identità di un territorio, ma anche creare valore economico e nuove opportunità. Centrale in questa tradizione è il ruolo dell’Università dei Muratori, istituzione secolare che custodisce e tramanda l’arte muraria e la lavorazione della pietra.

Parlagreco ha poi evidenziato anche l’esperienza maturata dal territorio eugubino nel confronto con il rischio sismico, da cui è nata una capacità di integrare tradizione e innovazione: la conoscenza dei materiali storici e delle tecniche antiche, ha spiegato, deve dialogare con le nuove tecnologie, la prevenzione e la sicurezza strutturale, insieme alla tutela di chi lavora nei cantieri.

“Rebuild” punta dunque a mettere insieme formazione professionale, promozione della sicurezza sul lavoro, sostegno all’occupazione giovanile, creazione di imprese e una visione green e sostenibile dell’edilizia.

«La qualità del costruire è sviluppo, la formazione è il vero cantiere del futuro e la cooperazione internazionale può essere un moltiplicatore di competenze, lavoro e dignità», ha concluso l’assessore, ribadendo l’impegno del Comune di Gubbio nel promuovere anche a livello internazionale un modello di crescita fondato sulla valorizzazione del patrimonio culturale e sulla qualificazione professionale.

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