Dopo la nascita del gruppo consiliare Progetto Città, il primo cittadino fa chiarezza: “Non esistono casi politici. C’è un programma da portare avanti e una città da governare”
Nessuna crisi politica, nessuna ambiguità nella maggioranza, nessun rallentamento dell’azione amministrativa. È questo il messaggio che il sindaco Vittorio Fiorucci ha voluto affidare a una conferenza stampa convocata in Sala Consiliare per fare chiarezza dopo la costituzione del nuovo gruppo consiliare “Progetto Città”, nato dalla fuoriuscita di quattro consiglieri da “Gubbio Civica”.
Un intervento pubblico che il sindaco ha definito necessario per riportare il dibattito sui binari della responsabilità istituzionale, respingendo l’idea che una dinamica interna ai gruppi consiliari possa essere letta come una crisi amministrativa. “Negli ultimi giorni – ha spiegato – si è cercato di trasformare un passaggio politico interno in una presunta crisi. È una rappresentazione che non corrisponde alla realtà e che rischia di creare confusione e danni alla città”.
Nel merito, Fiorucci ha chiarito di essere venuto a conoscenza della nascita del nuovo gruppo solo a cose fatte, esprimendo sorpresa per la modalità ma sottolineando al tempo stesso un dato politico che ritiene decisivo: i consiglieri di Progetto Città hanno confermato, sia formalmente sia direttamente, il pieno sostegno al sindaco, al programma elettorale e all’azione della Giunta. Un appoggio che il primo cittadino ha definito “esplicito, totale e non ambiguo”.
Da qui la presa di posizione più netta: la nascita del nuovo gruppo non modifica in alcun modo gli equilibri della maggioranza. “La maggioranza resta intatta nei numeri e nella sostanza. Non esistono casi politici, non esistono crisi, non esistono ambiguità”, ha ribadito, rivendicando il proprio ruolo di garante della stabilità e della continuità amministrativa, senza interferenze nelle dinamiche interne ai gruppi consiliari.
Il sindaco ha poi messo in guardia dal rischio di utilizzare il confronto politico come strumento di logoramento: “Una cosa è il confronto, un’altra è tentare di trasformarlo in una crisi per rallentare il lavoro dell’Amministrazione. La città non può pagare il prezzo di tattiche o giochi di posizionamento”. Anche il silenzio, in questa fase, avrebbe contribuito a generare incertezza, motivo per cui ha scelto di intervenire pubblicamente.
Sul piano amministrativo, Fiorucci ha rivendicato la piena operatività della macchina comunale, illustrando un’agenda di lavoro che, a suo avviso, smentisce qualsiasi ipotesi di paralisi. Dalla riorganizzazione degli uffici comunali, con ruoli e responsabilità più chiari, alla valorizzazione del Teatro Romano, passando per la pianificazione dei parcheggi, il lavoro sulla ZES, le politiche sociali, la sicurezza urbana e gli eventi pensati come economia reale. “Tutte cose che non si fanno se un’Amministrazione è in crisi”, ha osservato.
Il punto di riferimento resta, secondo il sindaco, il programma elettorale. “Chi vorrà continuare a lavorare su quel programma lo farà con lealtà e responsabilità. Chi deciderà di non rinnovare quelle promesse se ne assumerà la responsabilità politica davanti ai cittadini”. Nessuna richiesta di fedeltà a sigle o gruppi, ma un richiamo al rispetto delle istituzioni e del mandato ricevuto.
La conclusione è affidata a un messaggio politico chiaro: “Gubbio non ha bisogno di polemiche continue, ma di stabilità, decisioni e di una guida che non si sottragga. Io ci sono, con chiarezza e determinazione, per andare avanti”. Una dichiarazione che chiude, almeno nelle intenzioni del primo cittadino, il capitolo delle letture emergenziali e rilancia l’azione di governo nel segno della continuità.




