In Comune insegnanti, famiglie e studenti della Mastro Giorgio-Nelli: “Decisione calata dall’alto, a rischio qualità e organizzazione”
Protesta nella Sala Consiliare di Palazzo Pretorio contro il nuovo piano di dimensionamento scolastico che riguarda la scuola media Mastro Giorgio-Nelli. Docenti, studenti e famiglie hanno chiesto chiarimenti e un ripensamento rispetto alla decisione assunta dal commissario lo scorso 28 gennaio, che prevede lo smembramento dell’attuale polo unico delle secondarie di primo grado di Gubbio in tre realtà distinte, destinate da settembre a confluire negli istituti comprensivi con infanzia e primaria.
L’iniziativa, partecipata e compatta, ha acceso i riflettori su criticità organizzative e didattiche ancora irrisolte. Tra le principali preoccupazioni emerse: le modalità di iscrizione degli alunni, l’assegnazione dei docenti ai plessi – ancora incerta – e la tenuta di progetti formativi qualificanti come i laboratori (tra cui quello di musica), l’insegnamento delle seconde lingue e i percorsi legati all’Erasmus.
Durante l’incontro in Comune si è parlato anche della possibilità di una richiesta di sospensiva del provvedimento. Il sindaco Vittorio Fiorucci ha definito la questione “un tema che riguarda tutta la comunità”, assicurando l’impegno dell’amministrazione a evitare disservizi sul piano dell’offerta formativa e della logistica. Secondo il primo cittadino, il percorso che ha portato alla decisione non sarebbe stato condiviso con dirigenza, corpo docente e sindacati.
Sotto osservazione anche la specificità territoriale di Gubbio, con i suoi 572 chilometri quadrati e la presenza di plessi periferici come Branca e Mocaiana, considerati presìdi fondamentali per le frazioni. Il timore espresso è che una riorganizzazione basata su criteri numerici e divisioni “aritmetiche” possa non tenere conto delle reali esigenze del territorio.
L’assessore all’Istruzione Lucia Rughi ha richiamato la complessità normativa del dimensionamento, sottolineando la necessità di calare i parametri nazionali nella realtà locale e di garantire un confronto effettivo con la comunità scolastica.
La mobilitazione del 15 febbraio rappresenta dunque un primo passaggio di un confronto destinato a proseguire nei prossimi giorni sui tavoli istituzionali. Per docenti e famiglie, il dimensionamento non è solo un atto amministrativo, ma una scelta che incide direttamente sulla qualità della scuola e sul futuro educativo della città.




