Dall’alba fino alla notte la città celebra il patrono con uno dei riti più antichi e spettacolari d’Italia: ecco il programma completo della giornata, i nomi dei Capodieci e tutti gli appuntamenti della Festa.
A Gubbio il 15 maggio è molto più di una ricorrenza religiosa. È il giorno della Festa dei Ceri, l’evento che da secoli rappresenta l’anima più autentica della città eugubina. Una tradizione tramandata di generazione in generazione che unisce fede, appartenenza e passione popolare in un rito capace ogni anno di richiamare migliaia di persone da tutta Italia e dall’estero.
La Festa dei Ceri è dedicata a Sant’Ubaldo, patrono di Gubbio, morto nel 1160. Fin dai mesi successivi alla sua scomparsa, la città divenne meta di pellegrinaggi e momenti di devozione popolare, con i fedeli che si raccoglievano davanti alla sua tomba portando ceri accesi. Un culto che venne ufficialmente riconosciuto nel 1192 da Papa Celestino II e che ancora oggi continua a vivere attraverso una celebrazione unica nel suo genere.
I protagonisti della Festa dei Ceri 2026
A guidare i tre Ceri saranno:
- Gabriele Fofi per il Cero di Sant’Ubaldo
- Francesco Spogli per il Cero di San Giorgio
- Alessandro Lepri per il Cero di Sant’Antonio
I Capitani della Festa sono invece:
- Daniele Pencedano, Primo Capitano
- Stefano Pauselli, Secondo Capitano
L’alba della Festa tra tamburi e tradizione
La giornata si apre all’alba con il tradizionale ritrovo del Gruppo dei Tamburini in corso Garibaldi, davanti alla statua di Sant’Ubaldo. Da lì parte la storica “sveglia” ai Capitani e ai Capodieci, momento simbolico che segna ufficialmente l’inizio della Festa.
Alle 6.15 i ceraioli si ritrovano davanti alla chiesetta di San Francesco della Pace, detta dei Muratori, per poi raggiungere il cimitero cittadino e rendere omaggio ai ceraioli scomparsi. Successivamente il corteo torna verso il centro storico.
La messa dei Ceraioli e il bussolo
Dalle 7.30 prende il via la mattinata con la celebrazione della messa nella chiesetta dei Muratori e con l’attesa estrazione dei Capitani della Festa del 2028. Sul balcone della chiesa si svolgerà infatti la tradizionale cerimonia del bussolo che decreterà i nomi dei futuri Capitani.
A seguire spazio agli ospiti e ai collegamenti con le istituzioni e le autorità presenti a Palazzo Pretorio per commentare i principali momenti della mattinata: dalla processione dei Santi alla sfilata dei ceraioli fino all’attesissima Alzata dei Ceri.
La sfilata dei ceraioli e l’Alzata in piazza Grande
Alle 9.45 il corteo dei ceraioli parte dal borgo di Santa Lucia attraversando le vie del centro storico fino ad arrivare in piazza Grande, cuore simbolico della Festa.
Qui, alle 11.30, si rinnova il momento più spettacolare della mattina: l’Alzata dei Ceri. Dopo il tradizionale “bacio delle brocche”, i tre giganteschi Ceri vengono issati in verticale tra il suono del Campanone, gli applausi della folla e le storiche girate attorno al pennone della piazza.
Mostra, Tavola Bona e pranzo dei ceraioli
Dopo l’Alzata prende il via la “Mostra”, con i Ceri portati in giro per la città per salutare gli anziani ceraioli e i luoghi simbolo di Gubbio.
Nel frattempo autorità e ceraioli partecipano alla tradizionale “Tavola Bona” all’interno di Palazzo dei Consoli, mentre dalle 14 sotto gli Arconi di Palazzo dei Consoli si svolge il pranzo organizzato dall’Università dei Muratori, Scalpellini e Arti Congeneri.
La processione di Sant’Ubaldo e la Corsa serale
Nel pomeriggio, dalle 17.30, l’attenzione si sposta sulla processione della statua di Sant’Ubaldo e sulle fasi finali della Festa. Alle 16.45 il corteo religioso parte dalla Cattedrale e raggiunge la Calata dei Neri tra migliaia di fedeli e visitatori.
Alle 18 prende il via la Corsa dei Ceri. Dopo la benedizione del vescovo Luciano Paolucci Bedini, i tre Ceri iniziano la loro corsa sfrenata tra le vie della città: la Calata dei Neri, il Corso, San Martino, via dei Consoli e piazza Grande, fino all’ascesa finale verso la Basilica di Sant’Ubaldo sul Monte Ingino.
Intorno alle 19 il sindaco, affacciato dalle finestre di Palazzo Pretorio, darà il via alle tradizionali girate serali con il celebre fazzoletto bianco.
L’arrivo dei Ceri in Basilica è previsto intorno alle 20, momento che rappresenta il culmine emotivo della giornata.
Il ritorno dei Santi e il canto finale
Dopo circa mezz’ora i tre Santi fanno ritorno verso la città fino alla chiesetta dei Muratori, accompagnati dal popolo eugubino che intona “O lume della fede”, il canto che chiude simbolicamente una giornata di fede e devozione che si rinnova da quasi nove secoli.
La Festa dei Ceri continua così a rappresentare non soltanto una delle tradizioni più antiche d’Italia, ma anche il simbolo più profondo dell’identità di Gubbio.

























