Foligno piange Marco Pietraccini, morto a 40 anni dopo tre anni di lotta contro il tumore. La raccolta fondi che aveva mobilitato migliaia di persone continua per sostenere la compagna Noemi e il piccolo Sirio.
Ci sono storie che riescono a unire un’intera comunità anche nei momenti più difficili. Quella di Marco Pietraccini è una di queste. Il 40enne di Foligno si è spento dopo una lunga battaglia contro un tumore che combatteva da circa tre anni, lasciando un vuoto profondo non solo tra i familiari e gli amici, ma anche tra le migliaia di persone che nelle ultime settimane avevano deciso di sostenerlo.
La sua vicenda aveva toccato il cuore dell’Umbria grazie a una raccolta fondi lanciata sui social dagli amici, convinti che la solidarietà potesse offrire un aiuto concreto a Marco, alla compagna Noemi e al loro figlio Sirio, nato appena pochi mesi fa. Una nascita che aveva rappresentato un raggio di speranza in una fase già segnata dalla malattia.
L’appello era nato dalla difficile situazione economica della famiglia. Marco non era più nelle condizioni di lavorare e il solo assegno di invalidità non consentiva di affrontare le spese quotidiane né i costi delle terapie integrative, considerate un’ultima possibilità per tentare di contrastare la malattia. A questo si aggiungeva la precarietà abitativa, con la famiglia temporaneamente ospitata da amici.
La risposta non si è fatta attendere. In meno di tre settimane la raccolta fondi ha superato i 55 mila euro, dimostrando quanto il desiderio di aiutare possa trasformarsi in un movimento collettivo. Anche il mondo della cultura e dello spettacolo locale aveva deciso di fare la propria parte, organizzando un evento benefico previsto per il 9 agosto in un agriturismo di Bevagna.

Purtroppo il tempo non ha concesso il lieto fine che tutti speravano. Nelle ultime ore gli amici hanno annunciato sui social la morte di Marco con un messaggio carico di dolore e gratitudine, ringraziando quanti gli sono rimasti accanto fino all’ultimo e promettendo di continuare a sostenere Noemi e il piccolo Sirio.
L’evento benefico è stato inevitabilmente annullato, ma non si ferma la raccolta fondi. Oggi l’obiettivo non è più finanziare nuove cure, bensì garantire un sostegno concreto a una giovane madre che si trova ad affrontare il futuro senza il compagno e con un bambino appena venuto al mondo.
Questa vicenda lascia anche una riflessione che va oltre il dolore personale. La straordinaria mobilitazione nata spontaneamente dimostra quanto le comunità sappiano ancora stringersi attorno a chi soffre. Allo stesso tempo, racconta una realtà sempre più frequente: famiglie che, oltre alla battaglia contro la malattia, devono affrontare anche pesanti difficoltà economiche. La solidarietà non può cancellare una perdita, ma può fare la differenza nel restituire dignità e speranza a chi resta.













