In Umbria è il secondo caso in meno di una settimana: cresce l’allarme sugli incidenti domestici che coinvolgono i più piccoli
Un bambino di due anni e mezzo è stato ricoverato d’urgenza nel reparto di pediatria dell’ospedale San Giovanni Battista di Foligno, a seguito di ustioni riportate in un incidente domestico. Il piccolo ha subito bruciature di primo e secondo grado su torace e braccia, causate da acqua bollente. Fortunatamente le sue condizioni non sono considerate critiche e non è in pericolo di vita.
L’incidente domestico arriva a pochi giorni di distanza da un episodio analogo avvenuto a Perugia, dove un bimbo di appena un anno è rimasto gravemente ustionato dopo che gli è caduto addosso un pentolino d’acqua bollente mentre era in braccio alla madre in cucina. In quel caso, le ustioni hanno interessato circa il 20% del corpo del neonato, con lesioni profonde che hanno richiesto cure intensive e il coinvolgimento di un centro specializzato, l’ospedaòe Meyer di Firenze.
Anche a Foligno, i sanitari stanno gestendo la situazione in stretta collaborazione con il Centro Grandi Ustioni dell’ospedale Bufalini di Cesena, struttura di riferimento nazionale per la cura dei pazienti ustionati. Il supporto del centro garantisce una presa in carico multidisciplinare per evitare complicazioni e favorire una corretta guarigione delle lesioni cutanee, particolarmente delicate nei pazienti pediatrici.
Ustioni infantili: una piaga spesso sottovalutata
Ogni anno, in Italia, si registrano migliaia di accessi pediatrici al pronto soccorso per ustioni. Secondo dati della Società Italiana di Pediatria, oltre il 60% delle ustioni nei bambini avviene tra le mura domestiche, principalmente in cucina. I bambini tra 1 e 4 anni sono i più colpiti, soprattutto per la loro naturale curiosità e la difficoltà, da parte degli adulti, di prevedere comportamenti potenzialmente pericolosi.
L’acqua bollente è tra le cause più comuni, spesso versata accidentalmente da pentole, tazze o contenitori lasciati incustoditi. Anche il contatto con stufe, fornelli e ferro da stiro rappresenta un pericolo reale. Le ustioni, oltre al dolore fisico, possono lasciare cicatrici permanenti e avere un impatto psicologico importante sul bambino e sulla sua famiglia.
Prevenzione: l’unico vero strumento efficace
Gli esperti ribadiscono l’importanza della prevenzione e dell’informazione per ridurre il rischio di ustioni infantili. Alcuni semplici accorgimenti possono fare la differenza:
- Evitare di tenere in braccio i bambini mentre si cucina o si maneggiano liquidi caldi.
- Utilizzare i fornelli posteriori del piano cottura e girare sempre i manici delle pentole verso l’interno.
- Non lasciare mai contenitori con liquidi bollenti a portata di mano o su superfici instabili.
- Installare barriere protettive davanti a caminetti e stufe.
- Educare anche i bambini più grandi, con linguaggio semplice, ai pericoli legati al calore.
Un appello alla consapevolezza
La ripetizione di episodi come quelli avvenuti a Perugia e Foligno richiama l’attenzione sull’urgenza di campagne di sensibilizzazione rivolte alle famiglie, affinché si diffonda una maggiore cultura della sicurezza domestica. Gli ospedali, i pediatri e le istituzioni possono fare rete per fornire alle famiglie strumenti concreti e informazioni pratiche, evitando che semplici disattenzioni si trasformino in tragedie.
Le ferite guariranno, ma resta il monito: la casa, rifugio sicuro per eccellenza, può trasformarsi in un luogo pericoloso se sottovalutata la fragilità dei più piccoli.








