Al convegno di Perugia istituzioni e associazioni di categoria: “Serve una cabina di regia rapida e semplificazione per liberare le imprese”
Non più una sigla, ma uno strumento concreto per rilanciare economia, investimenti e occupazione. La Zona economica speciale entra nel dibattito umbro con un ruolo da protagonista, al centro del convegno “Zes Umbria – Un’opportunità per le Pmi”, promosso da Cisl Umbria e Camera di Commercio dell’Umbria.
Nella mattinata del 23 aprile 2026, il Centro congressi dell’ente camerale ha ospitato un confronto partecipato e operativo, con istituzioni, associazioni di categoria e rappresentanti del mondo produttivo chiamati a misurarsi su una domanda cruciale: come trasformare la Zes in sviluppo reale per il territorio.
Imprese e istituzioni a confronto sulla Zes
Ad aprire i lavori è stato il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni, che ha sottolineato la necessità di un coordinamento efficace: “La questione centrale – ha detto – è creare una cabina di regia efficace e rapida, per evitare la polverizzazione degli interventi”.

Un richiamo alla concretezza condiviso anche dal segretario generale della Cisl Umbria, Angelo Manzotti, che ha posto l’accento sul ruolo delle piccole e medie imprese: “La Zes è uno strumento importante per rilanciare il tessuto economico e produttivo, soprattutto nelle piccole e medie imprese, che in Umbria rappresentano il 95 per cento del tessuto economico e produttivo. La Zes non deve essere considerata solo per l’aspetto fiscale, ma deve essere inserita in un progetto per riscrivere un nuovo modello di politica industriale e di coesione sociale”.
Al dibattito hanno preso parte anche Mauro Orsini (Confapi), Paola Roscini (Confindustria), Paola Sorbi (CNA), Gian Marco Scopertini (Confartigianato), Simone Fittuccia (Confcommercio), Danilo Valenti (Legacoop), Carlo Di Somma (Confcooperative) e Luca Ferrucci, amministratore unico di Sviluppumbria. A moderare l’incontro Giovanni Giorgetti, presidente ESG89. Durante i lavori è stato inoltre realizzato un sondaggio telematico tra i presenti sulla percezione della Zes.
Semplificazione e tempi certi per attrarre investimenti
Dal confronto è emersa con forza la richiesta di snellire le procedure amministrative e garantire tempi certi. La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha parlato di una fase decisiva: “Basta parlare di Zes a macchia di leopardo”, ha dichiarato, definendola “uno strumento fondamentale”.
Proietti ha indicato nella semplificazione la leva principale per favorire la crescita: eliminare “le manette” burocratiche per imprese, partite Iva e innovatori, accompagnando gli investimenti e rendendo accessibili i benefici su tutto il territorio regionale, con il coinvolgimento dei 92 Comuni umbri. In prospettiva, è già avviato il lavoro sulla futura Carta degli aiuti dal 2028.
Il nodo infrastrutture
Tra i temi affrontati anche quello delle infrastrutture, considerato strategico per la piena efficacia della Zes. L’assessore regionale allo Sviluppo economico Francesco De Rebotti ha evidenziato la necessità di rafforzare i collegamenti: “Serve anche in Umbria un ponte: il ponte che serve in Umbria è quello tra est ed ovest, Adriatico e Tirrenico”.
Un passaggio che sottolinea come la competitività del territorio passi anche dalla capacità di migliorare le connessioni logistiche.

Strategia nazionale e numeri della crescita
A chiudere il confronto è stato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luigi Sbarra, che ha inquadrato l’estensione della Zes a Umbria e Marche all’interno di una strategia nazionale di sviluppo: “Passaggio strategico per creare condizioni di maggiore attrattività degli investimenti, nei territori, nelle filiere”.
Sbarra ha ricordato che l’allargamento è stato “fortemente voluto dal Governo” per rilanciare Pil, occupazione ed export, evidenziando i risultati già raggiunti: “20 miliardi di investimenti privati a fronte di 6 miliardi di stanziamenti e di sostegno pubblico. Quasi 50 mila nuovi posti di lavoro”. Anche i dati del 2026 confermano la tendenza: “quasi 200 autorizzazioni uniche, un miliardo e mezzo di investimenti con quasi 4 mila nuovi posti di lavoro”.
Una sfida concreta per l’Umbria
Dal convegno di Perugia emerge una linea condivisa: la Zes rappresenta un’opportunità concreta, ma richiede rapidità di attuazione e una visione strategica chiara.
La partita, ora, si gioca sulla capacità di trasformare strumenti e risorse in risultati tangibili per imprese e lavoratori, rendendo l’Umbria più attrattiva e competitiva nel panorama nazionale.

























