Regione decima in Italia e in crescita sopra la media nazionale: Perugia in linea col Paese, Terni indietro di oltre 2.490 euro pro capite
Nel 2024 l’Umbria conferma una posizione di equilibrio nel panorama nazionale del reddito disponibile delle famiglie: è decima in Italia con 22.524 euro pro capite, poco sotto la media nazionale (23.155 euro), ma davanti alle Marche e a tutte le regioni del Mezzogiorno. A fotografare la situazione è l’elaborazione della Camera di Commercio dell’Umbria su dati Unioncamere–Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, che misura la reale capacità di spesa delle famiglie dopo imposte e trasferimenti.

Il dato più significativo arriva dalla dinamica: il reddito disponibile cresce del 3,37%, più della media italiana (+3,03%) e del Centro (+3,06%). In valori assoluti significa circa 735 euro in più per abitante in un anno. Cresce anche il totale regionale, che supera i 19,1 miliardi di euro. Un andamento sostenuto in parte dall’aumento dell’occupazione, con un contributo rilevante del turismo.

Resta però evidente il ruolo “di cerniera” della regione: più vicina al Centro-Nord che al Sud, ma ancora distante dalle aree più ricche. Il divario con le regioni di testa supera i 5-6 mila euro pro capite, mentre il vantaggio sulle realtà più deboli del Paese resta ampio.

All’interno dell’Umbria emergono differenze marcate. Perugia si attesta a 23.155 euro pro capite, praticamente in linea con la media nazionale, mentre Terni si ferma a 20.660 euro. Il gap supera i 2.490 euro per abitante (oltre il 10%), segnalando due velocità diverse dentro la stessa regione. Anche la crescita conferma il divario: +3,24% per Perugia contro +2,52% per Terni.
Il quadro complessivo restituisce una regione che “tiene” e cresce più della media, ma che deve consolidare i risultati e ridurre le disuguaglianze interne per rafforzare sviluppo e coesione.

























