L’assessore regionale interviene a Palazzo Donini: nuovo Piano energetico, Patto per la transizione e confronto con i territori. “Servono grandi impianti, ma anche comunità energetiche e produzione diffusa”
L’Umbria punta a raggiungere l’autonomia energetica attraverso lo sviluppo delle fonti rinnovabili, con uno sguardo che va oltre gli obiettivi fissati a livello nazionale e un orizzonte temporale che arriva al 2050. È il messaggio lanciato dall’assessore regionale all’Ambiente e all’Energia Thomas De Luca nel corso dell’incontro “Energie rinnovabili? Sì. Rispetto del paesaggio, diritti dei territori, nuova politica energetica nazionale”, ospitato a Palazzo Donini e promosso dall’associazione Perlumbria Cultura Economia Società.
Secondo De Luca, la Regione è chiamata ad aggiornare profondamente la propria programmazione energetica. L’attuale Piano energetico regionale, infatti, risale al 2004 e non risponde più alle mutate esigenze ambientali, produttive e di sicurezza energetica. Per questo motivo è in corso un confronto con l’Università degli Studi di Perugia per elaborare un nuovo strumento di pianificazione.
Un Patto per la transizione energetica
Tra le proposte emerse durante il confronto c’è quella di avviare un “Patto per la transizione energetica in Umbria”, avanzata dal presidente di Perlumbria, Giampiero Rasimelli. L’obiettivo è coinvolgere Regione, enti locali, associazioni, imprese e comunità territoriali nella definizione di una strategia condivisa.
“Lavorare insieme è fondamentale per conciliare gli obiettivi energetici con la tutela del paesaggio e i diritti dei territori”, ha sottolineato De Luca, ribadendo la disponibilità della Regione ad aprire un tavolo permanente di confronto.
Il mix di fonti e le comunità energetiche
L’assessore ha spiegato che la strategia regionale non punta esclusivamente sui grandi impianti. Se da un lato strutture energivore come ospedali e acciaierie richiedono impianti di grandi dimensioni, dall’altro la Regione intende favorire la diffusione di impianti al servizio delle imprese, delle comunità energetiche e della produzione distribuita sul territorio.
Tra le criticità segnalate figurano invece i tempi necessari per l’allaccio degli impianti alla rete elettrica, tema sul quale è già operativo un tavolo tecnico regionale.
“900 megawatt di progetti in istruttoria”
Nel corso dell’incontro De Luca ha fornito anche alcuni numeri sullo stato delle autorizzazioni. Attualmente risultano in istruttoria circa 900 megawatt di progetti per nuovi impianti rinnovabili, a fronte di un fabbisogno complessivo stimato in circa 1.300 megawatt.
L’assessore ha precisato che questo non significa che tutti i progetti saranno autorizzati, ma ha evidenziato come il rallentamento delle procedure non dipenda dalla Regione, bensì dal quadro normativo nazionale e dalla necessità di valutare ogni proposta all’interno di una programmazione complessiva.
Le aree idonee e il nodo della normativa nazionale
Uno dei temi centrali affrontati riguarda la disciplina delle aree idonee all’installazione degli impianti da fonti rinnovabili. De Luca ha ricordato che la legge regionale del 2025 aveva ampliato le aree nelle quali favorire gli interventi, comprendendo anche zone industriali, infrastrutture, invasi artificiali e aree legate alle comunità energetiche.
Successivamente, però, l’intervento della normativa nazionale avrebbe ristretto sensibilmente la possibilità per le Regioni di individuare nuove aree idonee, soprattutto a causa dei vincoli sulle distanze dai beni tutelati, particolarmente rilevanti in un territorio ricco di patrimonio storico e paesaggistico come l’Umbria.
Per quanto riguarda l’eolico, De Luca ha evidenziato come la disponibilità della risorsa sia limitata ad alcune aree della regione e ha auspicato una revisione della normativa statale che restituisca alle Regioni maggiori margini di programmazione e consenta procedure più rapide nelle zone ritenute strategiche.
L’incontro si è concluso con un appello condiviso alla necessità di governare la transizione energetica attraverso una pianificazione trasparente, il coinvolgimento delle comunità locali e un equilibrio tra sviluppo delle energie rinnovabili, tutela del paesaggio e competitività del sistema economico regionale.
















