Arrivi oltre quota tre milioni e presenze vicine agli otto milioni: l’analisi di AUR evidenzia un cambio strutturale nei flussi e nuove prospettive economiche per il territorio
Secondo la ricerca “Il 2025 del turismo umbro: nuovi livelli di arrivi e presenze” pubblicata da Agenzia Umbria Ricerche (AUR) e firmata da Giuseppe Coco, il turismo regionale ha raggiunto nel 2025 i livelli più alti mai registrati, superando la soglia dei 3 milioni di arrivi e attestandosi a circa 7,9 milioni di presenze complessive.
I dati segnano un passaggio storico per il comparto. Gli arrivi crescono di oltre il 9% rispetto al 2024 e di più del 20% rispetto al 2019, ultimo anno prima della pandemia. Ancora più marcato l’incremento delle presenze, in aumento di circa l’8,5% sull’anno precedente e di quasi il 30% rispetto al periodo pre-Covid. Numeri che non rappresentano soltanto un rimbalzo congiunturale, ma l’indicazione di un consolidamento strutturale dei flussi.


L’elemento di maggiore rilievo economico riguarda infatti la traiettoria di lungo periodo. Dopo quasi vent’anni di sostanziale stabilità, il turismo umbro sembra aver superato la propria soglia storica, collocandosi su un livello più elevato e stabile. La crescita non si concentra esclusivamente nei mesi estivi, ma si distribuisce in maniera più omogenea lungo l’arco dell’anno, segnalando una progressiva attenuazione della stagionalità.
Dal punto di vista del sistema economico regionale, l’impatto è significativo. L’aumento dei flussi si traduce in maggiori ricavi per strutture ricettive, ristorazione, servizi culturali e attività collegate, con effetti positivi su occupazione e indotto. La maggiore continuità dei flussi, inoltre, offre alle imprese del settore condizioni più favorevoli per programmare investimenti e strategie di medio periodo.
La dinamica descritta da AUR suggerisce dunque un cambio di fase: il turismo non appare più soltanto un comparto complementare, ma uno dei motori principali dell’economia regionale. Resta ora da verificare la capacità del sistema di consolidare questi risultati nel tempo, puntando su qualità dell’offerta, innovazione e sostenibilità, elementi chiave per trasformare la crescita quantitativa in sviluppo duraturo.






