Al Vinitaly 2025 presentato il progetto guidato da Umbria Top Wines per unire sostenibilità, ricerca e tecnologie digitali nel futuro del vino regionale
Origini, produttività e innovazione: queste le parole chiave con cui l’Umbria ha celebrato, durante la seconda giornata di Vinitaly 2025, la nascita del Distretto di Qualità del Vino Umbro, progetto ambizioso guidato da Umbria Top Wines, recentemente finanziato dal MASAF con oltre 11 milioni di euro. Un’iniziativa che punta a rivoluzionare il comparto vitivinicolo regionale attraverso una filiera sempre più integrata, sostenibile e tecnologica.
Un sistema solido per il futuro del vino umbro
Il progetto è stato al centro dell’incontro “Dalle radici all’innovazione”, tenutosi presso l’area eventi del Padiglione Umbria alla Fiera di Verona. Alla presenza di rappresentanti istituzionali, partner del progetto e aziende vitivinicole, è stato delineato il profilo di un distretto nato per valorizzare le origini del vino umbro e proiettarlo nel futuro attraverso ricerca, digitalizzazione e biodiversità.
«Con una progettualità triennale e un forte impegno nella comunicazione, il Distretto promuove la sostenibilità, l’adozione di nuove tecnologie come blockchain ed e-commerce, e la ricerca sulla biodiversità. Un sistema solido per il futuro del vino umbro», ha dichiarato Massimo Sepiacci, presidente di Umbria Top Wines.

Un progetto da oltre 19 milioni di euro
Il Distretto di Qualità del Vino Umbro, unico in Umbria ad aver ottenuto il finanziamento MASAF, ha partecipato al II Bando Distretti del Cibo, classificandosi nono a livello nazionale con un progetto da quasi 20 milioni di euro. La Regione Umbria ha riconosciuto ufficialmente il Distretto già nel 2022 e oggi lo sostiene attivamente.
«Celebriamo oggi al Vinitaly un primo successo concreto: 11 milioni di euro per sostenere ricerca, innovazione e investimenti delle aziende vitivinicole umbre», ha affermato Adriano Bei, direttore generale Sviluppo economico, Agricoltura e Turismo della Regione Umbria.
Biodiversità, blockchain ed e-commerce: la nuova frontiera del vino umbro
Il progetto coinvolge 24 beneficiari, tra cui 22 cantine umbre, Umbria Top e il Parco Tecnologico Agroalimentare 3A, partner per la ricerca. Il Distretto si fonda su tre pilastri:
- Investimenti aziendali delle cantine aderenti
- Ricerca scientifica per il recupero e valorizzazione di vitigni autoctoni rari come Dolciame, Lacrima, Vicciuta e Cornetta
- Innovazione digitale, con lo sviluppo di una piattaforma per blockchain ed e-commerce dedicata al vino regionale.
Obiettivo: raccontare un’Umbria del vino moderna, coesa, competitiva e rispettosa delle proprie radici.



Un Padiglione ricco di eventi, esperienze e degustazioni
Oltre al focus sul Distretto, la giornata del 7 aprile ha visto anche la presentazione dei vincitori del Concorso Enologico “Umbria del Vino 2025”, promosso dalla Camera di Commercio dell’Umbria e Promocamera.
Grande spazio anche al turismo esperienziale con ASSOGAL Umbria, che ha illustrato i prossimi progetti e il lancio del living lab sull’enoturismo.
Il programma prosegue anche martedì 8 aprile con:
- ore 10.00: “Eventi radicati nei territori: bellezze e vini dell’Umbria 2025”, con il calendario delle manifestazioni enoturistiche come Only Wine, Corciano Castello di Vino e Trasimeno Rosé Festival
- ore 12.00: “Oro Verde dell’Umbria 2025”, degustazione guidata degli oli vincitori del concorso Ercole Olivario, con un’anteprima speciale di gelato artigianale a base di cultivar umbre
- ore 15.00: degustazione guidata dei vini premiati nel concorso Umbria del Vino 2025, condotta dal giornalista Jacopo Cossater
- ore 16.30: “Origini del vino umbro: le radici della dolcezza” con AIS Umbria, un viaggio tra i vini dolci della regione, da Orvieto a Montefalco.
L’Umbria al Vinitaly: un modello di visione e concretezza
Il Padiglione Umbria si conferma ancora una volta uno degli spazi più dinamici di Vinitaly, capace di raccontare una regione che investe in qualità, identità e futuro. Con il Distretto del Vino, l’Umbria non solo rafforza la propria filiera, ma si candida come laboratorio nazionale di innovazione rurale e vitivinicola.






